Una spiaggia senza “Vucumprà”? Esiste, ma solo in Romagna. Ecco perché

Una spiaggia senza l’assillo di “vucumprà” e venditori ambulanti che si propongono fin sotto il tuo ombrellone? Che insistono nell’acquisto di improbabili statuette di legno, di occhiali da sole in puro stile dozzinale e di borse contraffatte ad arte? Esiste, ma solo in Emilia Romagna, e solo lungo un certo percorso del litorale diventato, a questo punto, un’oasi nel deserto di controlli e provvedimenti ad hoc.

È in Romagna l’unico tratto di litorale senza “vucumprà”

Per l’esattezza il miracolo della spiaggia incontaminata dove il business della vendita a tutti i costi sotto l’ombrellone si verifica lungo gli unici nove chilometri di litorale italiano, quelli che vanno da Milano Marittima a Pinarella di Cervia, quelli della riviera romagnola dove, da quest’estate, non c’è traccia di abusivi; di massaggiatori improvvisati o di gelatai a domicilio. Eppure fino alla scorsa stagione balneare anche quell’ambìto tratto di mare pullulava, come tutti gli altri, di “vucumprà” e di abusivi pronti a imperversare con le loro mercanzie e chincaglierie come in qualunque altro lido del Belpaese. E allora, la domanda che tutti si pongono oggi è: ma come ci sono riusciti in Romagna? A prezzo di cosa e, soprattutto, perché solo lì?

Un controllo capillare sul territorio che evita il rischio di molti illeciti

Semplice: per rispondere al primo quesito basterà dire che ci si è riusciti – ottenendo contestualmente un altro importante risultato: bloccare il racket del commercio illegale di merce contraffatta – stringendo un patto di proficua collaborazione tra Questura, Prefettura e Guardia di Finanza (con monitoraggi ad hoc effettuati sopratutto sul porto di Ravenna). Quindi è stato istituito un cartello con la cooperativa dei bagnini in virtù del quale 30 agenti della municipale sono quotidianamente investiti dell’incarico di presidiare il territorio vacanziero: un controllo operativo che, tra agenti in divisa e altri mimetizzati in spiaggia in borghese, è in vigore dalla mattina alla sera sui 9-11 chilometri di litorale. Un monitoraggio sulle spiagge serrato in nome del quale, quest’anno almeno, i bagnanti su quel tratto di mare potranno dire addio al via vai di abusivi e “vucumprà”, oltre che evitare il rischio di furti e denunce, e ottenendo a margine anche un altro risultato – tutt’altro che secondario –: smettere di alimentare una concorrenza che, negli anni passati, è andata spesso a danno dei negozianti regolari.