Twitter, 11 anni e non sentirli: una sfida nata da un’intuizione geniale. Ecco come

«Lo sviluppo del progetto iniziò ufficialmente il 21 marzo 2006, quando Dorsey alle 21.50 pubblicò il primo Tweet: «Just setting up my twttr». Il primo prototipo della piattaforma è stato testato internamente fra gli impiegati di Odeo, mentre la versione finale è stata lanciata e aperta al pubblico il 15 luglio 2006. A ottobre delllo stesso anno, poi, Biz Zone, Evan Williams, Noah Glass e Jack Dorsey e alcuni altri membri di Odeo hanno creato la Obvious Corporation, hanno assorbito Odeo e riscattato tutti i suoi progetti, inclusi Odeo.com e Twitter.com, dagli investitori e dagli azionisti della precedente società. Nell’aprile del 2007, Twitter si è costituita come società indipendente».

Twitter, il social che ha rivoluzionato la comunicazione (e i suoi tempi)

Dunque, era il 15 luglio del 2006 quando Jack Dorsey lanciava per la prima, vera volta Twitter: e il mondo, già sedotto da Facebbok, aggiungeva un nuovo modo di comunicare online. Pochi caratteri e un hashtag d’accompagnamento in apertura e chiusura di frase: una sintesi che rispecchiava fedelmente i tempi e le modalità di scambiare informazioni e di aggiornare le notizie. Cosa che il social continua a fare con successo. Dunque, Twitter ha appena compiuto 11 anni, che per il mondo della comunicazione virtuale equivalgono ad ere tecnologiche. Un progetto concepito nel marzo del 2006, dopo un lungo brainstorming tra i membri della Odeo, una società californiana che al momento della creazione del social aveva in rampa di lancio una particolare piattaforma di creazione e gestione dei podcast, dal funzionamento molto simile a quello di una casella vocale. Un concept, quello di Twitter, nato quindi praticamente “quasi per caso”, e divenuto presto una realtà in costante evoluzione  – o meglio, in continuo aggiornamento – che ha rivoluzionato codici, morfemi e grafemi internetici. Concepito e perfezionato nel momento in cui Facebook imperversava raggiungendo traguardi ottimali conquistati anche grazie ad una rivalità digitale praticamente inesistente, e proprio a ridosso del lancio del primo I phone con cui la Apple proponeva sul mercato una nuova versione totalmente rivoluzionata di iTunes, il microblogging rappresentò sin da subito la risposta originale partorita dall’informatico e imprenditore statunitense Jack Dorsey, che la letteratura epica intestata alla genesi del novello mito tecnologico, volle dal primo istante del lancio di Twitter seduto su un’altalena al parco mentre degusta cibo messicano.

Dall’intuizione al debutto, nel segno della lezione di Marshall McLuhan

Un’idea semplice, declinata su un numero sempre crescente di utenti: e dall’intuizione alla concretizzazione si arrivò, appunto, al 15 luglio 2006 quando, dopo un primo prototipo della piattaforma testato internamente fra gli impiegati di Odeo, si definì la versione finale poi lanciata e aperta al pubblico il 15 luglio 2006, data del debutto ufficiale di Twitter sul web. E oggi, a 11 anni da quel debutto, è convinzione globalizzata che l’arrivo in rete del social da 140 battute abbia rivoluzionato il linguaggio virtuale, modificando codice e modalità di dialogo tra utenti, plasmando nei 140 caratteri di un tweet un nuovo prototipo di giornalismo e una diversa forma di comunicazione sociale. Arrivando a lanciare più che una piattaforma multimediale, un ponte tra istituzioni,  media tradizionali e internauti, il tutto, naturalmente, in nome dell’immediatezza del servizio che permette di diffondere notizie – e scoop – in tempo reale. Clamoroso fu il caso della morte dell’ex presidente della Repubblica, Scalfaro, diffusa su Twitter da un amico e collaboratore prima ancora che comparisse sulle canoniche agenzie stampa. Un episodio, tra i tanti, che avrebbe reso il celebre motto del lungimirante Marshall Mc Luhan, oggi più attuale che mai: «Il medium è il messaggio».