Troppe domande su Renzi: Padoan perde la pazienza e sbotta (VIDEO)

Se n’era accorta mezza Italia che Pier Carlo Padoan non aveva molta voglia di commentare l’uscita di Renzi sul deficit al 2,9 per per cinque anni. «È un tema per la prossima legislatura», aveva mandato a dire da Bruxelles allineandosi alle sferzanti reazioni suscitate in sede di Commissione Ue dalla sortita dell’ex-premier. Una sortita che ha rischiato di trasformarsi in un macigno inamovibile sulla trattativa tra lo stesso Padoan, nella sua veste di ministro dell’Economia, e i severi guardiani dei conto pubblici di Bruxelles, la cui posta in palio è la manovra economica per il 2018.

Padoan non risponde sul deficit al 2,9%

Fin troppo comprensibile, quindi, che Padoan non abbia gradito quella che ai più è apparso come un  intervento a gamba tesa finalizzato a separare le responsabilità del Pd dal governo a guida Pd rispetto ad una legge di stabilità che Renzi vorrebbe all’insegna dello “spendi e spandi”, ma che i “falchi” di Bruxelles pretendono all’insegna del rigore e del contenimento della spesa. In mezzo ci sono Gentiloni e, appunto, Padoan. Sarà forse la tensione accumulata in queste ore o la difficoltà di arrivare a una sintesi con i tecnici della Commissione, fatto sta che in conferenza stampa al termine dell’Ecofin, all’ennesima domanda sulla proposta renziana, il solitamente compassato Padoan è letteralmente sbottato in un «oh Madonna santa» che la dice lunga su quel che realmente avrebbe voluto, se solo avesse potuto, rispondere.

«Argomento della prossima legislatura»

L’incontro con i giornalisti è durato in tutto meno di un quarto d’ora, 14 minuti per l’esattezza. Di domande sull’argomento Renzi ne sono state contate ben quattro. Alla quarta è sbottato nell’imprecazione, per altro sdrammatizzata da un sorriso e da un «ragazzi» appena accennato. In ogni caso, alla domanda sul se l’Italia possa permettersi un deficit al 2,9 per cento, Padoan ha mandato il pallone in tribuna rinviando il tutto alla prossima legislatura: «Questo non mi riguarda. Lei mi sta chiedendo un commento su un giudizio espresso esteriormente al governo», è stata l’autodifesa del ministro. Che ha pronunciato qualche parola in più solo quando messo alle strette: «Questo governo produrrà una legge di bilancio in coerenza con quello che è stato fatto, per la semplice ragione che, a mio avviso, quello che è stato fatto va nella direzione giusta, in termini di più crescita e meno debito». Renzi è servito.