Torre Annunziata, ipotesi inquietante: dietro il crollo l’ombra dei clan

Via via che passano le ore sembra aumentare – se possibile – il potenziale di orrore e di sgomento che circonda la tragedia del crollo di Torre Annunziata: e dopo aver tirato fuori dalle macerie quegli 8 corpi ormai privi di vita. Dopo non aver avuto neppure il tempo di realizzare cosa sia successo e perché, spuntano le prime inquietanti ipotesi su chi potrebbe esserci dietro quel disastro costano la vita a 8 persone, tra cui 2 bambini.

Torre Annunziata, dietro il crollo i lavori per un B&B?

A quanto emerge da rumors e indiscrezioni, a quanto trapela secondo il quotidiano di Napoli il Mattino, ci sarebbe un B&B occulto dietro il disastro. “Torre Annunziata, la pista dei lavori di ristrutturazione all’ombra dei clan” è, non a caso, il titolo in prima pagina del giornale di Napoli che, esaminando i dati e incrociandoli con testimonianze e pregresso, spiegherebbe con il lavori occulti di un bed and breakfast il crollo della palazzina. E a ulteriore conferma della sua ipotesi cronachistica, il Mattino in un lungo servizio ripercorre le tappe della costruzione dell’edificio, si sofferma sui lavori di ristrutturazione in corso negli ultimi giorni e fino alla notte del crollo, ripropone ed esamina alcune passaggi proprietari, e riserva particolare attenzione al secondo piano, che non sarebbe venuto giù come il primo. E i dubbi – e la rabbia – si insinuano rapidamente.

L’articolo del “Mattino”, i sospetti, le indagini

E allora, via via che il servizio ricostruisce passaggi e snocciola i dati, cresce l’ombra del sospetto, aumenta la portata della rabbia per quelle vittime innocenti. ”Lavori avviati da circa due mesi al secondo piano che negli ultimi tre giorni prima della tragedia si sono fatti più intensi”, scrive il Mattino. Appartamento ”venduto ad una famiglia nota in città per più motivi che, secondo più di una voce che ricorre nella cittadina vesuviana, aveva intenzione di farne un B&B'”, prosegue il quotidiano e riporta il sito dell’Ansa che all’argomento dedica un ampio servizio. Poi quelle affermazioni che inquietano e allarmano: ”Dopo la presentazione della Scia al Comune, i lavori sarebbero partiti di gran lena, anche con martelli pneumatici”. Lavori ”eseguiti da una ditta su cui gli inquirenti hanno intenzione di verificare sospetti di eventuali legami indiretti con clan torresi”. Ma la verità è ancora tutta da acclarare.