Terrore a Hurghada, islamico accoltella turisti: 2 morti e 4 feriti

Nuovo attacco dei terroristi islamici nelle strutture turistiche del Mar Rosso. Secondo le prime notizie, due turisti sono stati uccisi e altri 4 feriti gravemente in un resort balneare egiziano: sono stati accoltellati sembra da una sola persona. Lo ha riferito la polizia locale. L’attentato è avvenuto a Hurghada, la località balneare sul Mar Rosso, e, secondo fonti locali, i feriti sarebbero cittadine ucraine e una cittadina russa. Invece le due turiste morte sarebbero di nazionalità tedesca. Secondo le indagini, un uomo avrebbe raggiunto il resort nuotando da una spiaggia pubblica vicina. L’uomo, secondo i media, sarebbe stato arrestato e in questo momento si troverebbe sotto interrogatorio delle polizia.

Uccisi cinque poliziotti a un check-point

Ma non è l’unico atto terroristico azvvenuto oggi in Egitto: cinque poliziotti egiziani sono rimasti uccisi in un attacco messo a segno da uomini armati che hanno aperto il fuoco contro un checkpoint nella zona di Giza. Lo riferiscono i media ufficiali egiziani. Nel mirino è finito un checkpoint nell’area di al-Badrashein, nella regione di Giza, circa 40 chilometri a sud del Cairo. L’attacco sinora non è stato rivendicato, ma in passato su assalti simili contro le forze di sicurezza ha messo la firma il gruppo armato islamista Harakat Sawa’d Misr (o movimento Hasam), una formazione relativamente nuova sulla scena egiziana. La scorsa settimana il gruppo ha rivendicato l’agguato in cui nella provincia di Qalyubia è stato ucciso un ufficiale della Sicurezza Nazionale. Infine si apprende che nel mese di luglio le chiese egiziane “sospenderanno le loro attività” per motivi di sicurezza. Lo dice una fonte ecclesiastica in Egitto, precisando che tra le attività sospese figurano “i viaggi, le conferenze e i campi estivi”. Questo dopo che si è assistito a diversi attentati contro la comunità cristiana egiziana, sia al Cairo che in altre località del Paese, come Alessandria, Tanta, e Minya, tutti rivendicati dall’organizzazione dello Stato islamico (Isis). “La sicurezza egiziana ci ha chiesto anche di non riunirci in gran numero davanti alle chiese dopo le preghiere”, aggiunge la fonte.