Sta diventando una piaga biblica l’epidemia di colera nello Yemen

In Yemen l’epidemia di colera continua a diffondersi rapidamente e i casi sospetti sono ormai oltre 300mila. “Allarmante. Siamo a oltre 300mila casi sospetti con settemila nuovi casi al giorno”, ha scritto in un tweet Robert Mardini, direttore regionale del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr). L’epidemia è scoppiata a fine aprile. Le zone più colpite, precisa il tweet di Mardini, sono quelle di Sana’a, Hodeida, Hajjah e Amran. Il conflitto in corso nel Paese dal marzo del 2015 ha distrutto buona parte delle strutture sanitarie rendendo difficile dare un’adeguata risposta all’epidemia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità le vittime sono almeno 1.706. In Yemen è insomma in corso la peggiore epidemia di colera al mondo. Lo conferma l’agenzia dell’Onu Unicef, che snocciola le cifre: ogni giorno, circa 5 mila persone vengono colpite da diarrea acuta acquosa, quasi il 50% sono bambini e ragazzi; ogni minuto un bimbo è colpito da diarrea acuta acquosa. Un quarto delle morti da colera riguarda bambini. In un Paese in cui oltre 2 milioni di minori soffrono già di malnutrizione acuta e quasi mezzo milione di malnutrizione acuta grave, “questa epidemia di colera non poteva scoppiare nel momento peggiore”, sottolinea l’Unicef, impegnata a contrastare la diffusione della malattia. La scorsa settimana – prosegue la nota – sono arrivati in Yemen due voli cargo con aiuti Unicef, come 750.000 bustine di sali per la reidratazione orale (sufficienti per curare 100.000 persone) e 1,2 milioni di compresse di cloro per la depurazione dell’acqua. Dall’inizio dell’epidemia, due mesi fa, l’organizzazione delle Nazioni unite ha raggiunto 150.000 persone distribuendo oltre 600.000 bustine di sali per la reidratazione orale e 20.000 fluidi per terapie endovenose da utilizzare nei centri e nelle case. Con il meccanismo di risposta rapida sono stati attivati 45 centri per il trattamento della reidratazione e della diarrea ad Al Hudaydah, Lahj e Aden. Un milione di persone è stato raggiunto da messaggi di sensibilizzazione. Oltre 500 volontari sono stati formati per depurare l’acqua nei pozzi privati, nei serbatoi d’acqua e nelle cisterne, coprendo sia pozzi pubblici che private di falde acquifere per circa mezzo milione di persone.