Sospesa vigilessa-colf, faceva la domestica durante l’orario di servizio

Registrava la propria presenza sul posto di lavoro utilizzando il marcatore temporale installato nel Comune di Biccari, in provincia di Foggia, ma in realtà si recava, poi, in una abitazione di alcuni suoi congiunti per svolgere le faccende domestiche. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Lucera che hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica a carico di una vigilessa, la quantacinquenne Anna Rita Di Franco, agente della polizia locale, che è stata, quindi, sospesa dal servizio per sei mesi.

Il provvedimento contro la vigilessa è arrivato al termine di un’indagine sviluppata nel marzo scorso dai militari della Stazione di Biccari, anche con l’impiego di sistemi di videoregistrazione nascosti, e che aveva preso avvio da alcune segnalazioni pervenute da cittadini del piccolo centro: alcuni lamentavano comportamenti irregolari tenuti dalla vigilessa Di Franco, che a loro dire abbandonava arbitrariamente il proprio posto di lavoro.

In effetti la segnalazione si è rivelata veritiera. Secondo la ricostruzione fornita dai militari la donna, che nel periodo di tempo in cui sono state svolte le indagini avrebbe dovuto svolgere 66 ore lavorative, si è arbitrariamente assentata per 26 ore circa, pari al 40 per cento del totale, rendendosi dunque responsabile del reato di truffa aggravata.
Dopo l’interrogatorio dell’indagata, il giudice per le indagini preliminari ha deciso di emettere a suo carico il provvedimento di sospensione dal pubblico impiego.

Il Comune di Biccari, guidato un battagliero sindaco, il giovane avvocato, Gianfilippo Mignogna, era finito sulle cronache due anni fa quando, complici i tagli assestati ai piccoli Comuni dal governo Renzi,  il primo cittadino, d’accordo, con tutta la giunta, aveva sbarrato l’ingresso del Municipio sulla cui porta aveva affisso un cartello: “Chiuso per tagli” convocando l’intero paese lì davanti per spiegare cosa era accaduto. Alcuni mesi prima il sindaco Mignogna  aveva temporaneamente trasferito gli uffici del Comune sul lago Pescara, a 900 metri d’altezza, perché Renzi, cambiando le normative, aveva tolto a Biccari il titolo di Comune montano decurtando, così, il paese di 260.000 euro di trasferimenti. Un colpo sul bilancio del piccolo Comune costretto dal governo Renzi a introdurre anche Tasi e Imu agricola.