Sondaggio, crollo verticale di Renzi e del Pd: in picchiata da 8 settimane

Continua a ribadire il suo sostegno al premier in carica Gentiloni, Matteo Renzi, e a rassicurare i suoi che il governo arriverà a fine legislatura. Niente ribaltoni o manovre di palazzo insomma – come quelle che hanno portato lui in sella dal febbraio 2014 fino allo scorso dicembre – anche perché le continue emorragie di consensi del Pd, la perenne guerra in corso con i transfughi dell’arcipelago rosso e un centrodestra in stato di grazia, costringono il segretario dem a continui aggiustamenti interni e cautele nei movimenti e nelle dichiarazioni: i sondaggi, del resto, li legge pure lui, dovrà pur prenderne atto, no?

Sondaggio, Renzi e Pd in picchiata: calano da 8 settimane 

E così, la notizia dell’ultima settimana, secondo la quale che Matteo Renzi starebbe vagliando, anzi, sarebbe sul punto di attuare diversi strategici cambiamenti interno allo staff che si occupa della sua comunicazione e di quella del Partito Democratico, ha lo speculare contraltare nelle ultime rilevazioni sondaggistiche che continuano a dare il Pd in picchiata: un crollo verticale in corso d’opera da ben 8 settimane consecutive che a largo del Nazareno non possono più fingere di ignorare. E così, in perenne oscillazione tra il 24 e il 26%, il Pd renziano è costretto a prendere atto del dramma in corso e ad archiviare i sogni di gloria che puntavano ambiziosamente al raggiungimento della soglia del 30%. Come riporta il sito dell’Agi in queste ore, infatti,e dunque come mostra Supermedia, «il Pd continua a calare nelle intenzioni di voto: oggi si trova al 26,9%. Il dato odierno non è troppo più basso rispetto a quello della scorsa settimana, ma in un mese è calato di quasi un punto e mezzo».

Il Pd indebolito su più fronti: è crisi nera

Non solo, nell’arco delle ultime settimane, il Pd e il suo segretario si confermano indeboliti e su più fronti: le Amministrative sono state un disastro, com buona pace delle giustificazioni renziane che insistevano su un’inesistente linea di confine che, secondo l’ex premier, separerebbe il risultato delle amministrative dall’insuccesso politico della consultazione e del centrosinistra. Come se non bastasse, continuano a imperversare le polemiche sulla comunicazione di Renzi e del Pd, realtà che sembrano scollate dall’esecutivo di centrosinistra: e l’affaire Ius soli, culminato nello schiaffo di Gentiloni al segretario dem, e risuonato con il ritiro del disegno di legge e il suo inevitabile rinvio a data da destinarsi, lo confermano una volta di più. Ciliegina sulla torta, poi, sono arrivate a siglare la crisi d’immagine – e non solo – di Renzi e del Pd, le accese polemiche e la satira graffiante, seguite alle numerose anticipazioni del libro dell’ex premier, Avanti, uscito nei giorni scorsi. Un quadro che non poteva non incidere su credibilità e consensi che, ancora una volta, la verità della matematica percentuale attesta a suon di numeri e sondaggi.