Siccità a Roma, si sveglia la Raggi: «Il governi dichiari lo stato d’emergenza»

Lo spettro della siccità incombe su Roma portando dietro quello del razionamento idrico. Una soluzione intollerabile per qualsiasi città. A maggior ragione per la Capitale invasa da turisti. Per gli albergatori sarebbe una vera mazzata. Il problema riguarda soprattutto l’afflusso dei turisti last minute, cioè quelli scelgono la località in cui trascorrere le vacanze all’ultimo momento. Molti albergatori già segnalano l’arrivo di telefonate allarmate: «È vero che siete senz’acqua?».

Preoccupati gli albergatori

La situazione è a dir poco critica. Virginia Raggi, la “sindaca” grillina che finora ha brillato per la sua totale inconsistenza amministrativa, tenta di ritagliarsi un ruolo nella vicenda. Ma senza troppa convinzione. Prova ne sia che – al netto delle competenze che le assegna la legge – la sua reazione non va oltre le dichiarazioni stampa, per altro molto scontate. L’ultima è una vera e propria richiesta d’aiuto che se da un lato misura la pericolosità della situazione, dall’altro dà l’idea della sostanziale inadeguatezza della Raggi. «È intollerabile – si legge in una nota diramata dal Campidoglio – che Roma venga privata dell’acqua. È un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. È un danno di immagine per tutta l’Italia. Ma sono preoccupata soprattutto per la fornitura di acqua ad ospedali, case di cura, strutture sanitarie e, non ultimo, per l’approvvigionamento ai Vigili del Fuoco che in un periodo come questo risulta di fondamentale importanza. Il governo intervenga con gli strumenti che ha a disposizione».

La Raggi: «Il governo faccia come a Parma e Piacenza»

La Raggi ha poi definito «necessaria» la dichiarazione dello stato di emergenza per il Lazio così come, ha ricordato, «avvenuto lo scorso giugno per le province di Parma e Piacenza: un provvedimento che ha consentito di superare la crisi e che è stato richiesto con forza dal territorio. Si deve intervenire ora».