“Sala dimettiti”. CasaPound tappezza Milano di manifesti contro il sindaco

Decine di striscioni sono comparsi nella notte a Milano, con una richiesta inequivocabile: “Sala falsario, dimettiti!”. La scritta è apparsa stamane in varie zone di Milano dove CasaPound ha affisso una serie di striscioni per chiedere le dimissioni del sindaco Giuseppe Sala, dopo l’apertura dell’indagine su Expo. L’azione segue il blitz della scorsa settimana, a Palazzo Marino, sfociata nel caos con scontri tra esponenti del movimento e dei centri sociali.

«Sala deve dimettersi – afferma Massimo Trefiletti, responsabile milanese di CasaPound -. E’ inaccettabile che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza». Dopo il blitz in Consiglio comunale, sottolinea la portavoce milanese del movimento, Angela De Rosa, “il sindaco si è preoccupato solo di ‘blindare’ il Palazzo”, ma “non accettiamo lezioni di democrazia e dialogo da chi tenta di negare la nostra legittima agibilità politica e continueremo questa battaglia politica senza farci intimidire da minacce di repressione”, concludono De Rosa e Trefiletti.

Al centro dell’inchiesta che coinvolge Sala ci sarebbe la fornitura di 6mila albericompresa nel principale appalto dell’esposizione, quello da 272 milioni di prezzo base per la realizzazione della piastra. La fornitura delle piante sarebbe stata affidata nel luglio del 2013 senza gara alla Mantovani, il costruttore che si era aggiudicato il maxi-appalto, per ben 4,3 milioni di euro, 716 euro a pianta. La società guidata da Sala, come altre volte, aveva giustificato la scelta di un affidamento diretto con motivi di urgenza. Ma gli alberi, alla fine, erano stati piantati solo nell’autunno del 2014.