Roma, manifesti blasfemi alle fermate del bus. L’Atac: “Non siamo stati noi”

Cartelloni con immagini blasfeme alle fermate del bus a Roma. A denunciare l’episodio il consigliere comunale di Fdi Fabrizio Ghera, che, postando sul suo profilo Facebook anche alcune foto che mostrano come i manifesti siano affissi all’interno della bacheca delle pensiline di Atac, racconta: “Ci siamo recati sul posto, a ponte Garibaldi, all’altezza di piazza Sonnino, a cui si riferivano le foto in nostro possesso, per verificare di persona. Abbiamo constatato che la pubblicità oggetto della nostra denuncia è stata già rimossa e sostituita con altre immagini pubblicitarie”. “Resta il fatto che è gravissimo quanto accaduto e l’assessore Meleo dovrebbe dimettersi – aggiunge Ghera – , così come hanno grandi responsabilità gli uffici preposti che hanno permesso che tale messaggio pubblicitario venisse affisso. Invito i cittadini, qualora vedessero altri cartelloni di questo tipo in città, a segnalare sul mio account Facebook il luogo esatto, provvederemo a coprirli”. “Le pubblicità apparse oggi su alcune pensiline gestite dall’azienda dei trasporti romani risultano altamente offensive verso milioni di persone e di stampo completamente blasfemo” – accusa il consigliere comunale di Fdi-An, Maurizio Politi. “L’idea che Atac abbia potuto avallare tale forme promozionali, se confermata, dovrebbe portare all’allontanamento immediato dei responsabili” – aggiunge. “È inaccettabile – incalza Politi – che nella Capitale d’Italia e della Cristianità vengano consentite tale azioni, al solo fine di incassare proventi pubblicitari”. Gli esponenti di Fratelli d’Italia stanno verificando se ci siano gli estremi anche per una denuncia penale “nei confronti di chi, in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, offende una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto”. L’Atac spiega da parte sua: “In relazione al gravissimo atto che ha riguardato alcuni manifesti con immagini blasfeme esposti in alcune unità di fermate bus”, Atac precisa che “si tratta ovviamente di un atto vandalico”. “Nessuna autorizzazione è stata concessa da Atac, né del resto poteva essere concessa da Atac trattandosi di spazi nella piena disponibilità, in base ad un contratto vigente da molti anni, della società Clear Channel – spiega la nota -. La stessa società Clear Channel ha già provveduto a presentare denuncia all’autorità giudiziaria mentre tutte le unità in cui sono risultate presente tali scritte blasfeme sono state oscurate, fotografate per prova e rimosse”.