Renzi rottama pure L’Unità: il nuovo giornale del Pd è “Democratica”

Otto pagine in Pdf, accessibili dai canali web del Pd. È Democratica, «il nuovo quotidiano digitale del Partito democratico» con cui Matteo Renzi ha dato il benservito all’Unità, non senza uno strascico di polemiche e critiche. 

“Democratica” sarà «molto incentrato sulla comunità»

L’ambizione di Democratica, che viene pubblicato sui canali social e web del Pd ogni giorno intorno alle 13.30, è di offrirsi come «uno strumento utile per intervenire nella discussione pubblica, ma anche un mezzo di informazione e discussione per tutti gli iscritti, i simpatizzanti, gli amministratori e dirigenti del partito». Il direttore è l’ex Scelta civica ed ex condirettore dell’Unità Andrea Romano, che porterà avanti il lavoro insieme alla redazione di Unità.tv. La scelta ha contribuito ad alimentare le polemiche e i dubbi che hanno accompagnato la nascita del nuovo strumento di comunicazione, che dal punto di vista editoriale non è un vero giornale online e non è nemmeno un cartaceo sul web e del quale il direttore dice che «non è un giornale all-news, quanto piuttosto un giornale tematico, politico e molto incentrato sulla comunità».

La redazione dell’Unità con l’amaro in bocca

«Hanno fatto tutto di nascosto, mentre chiedevo incontri ai rappresentanti del Pd, nel frattempo stavano preparando questa nuova iniziativa», ha commentato Sergio Staino, direttore de L’Unitàtestata alle prese con un nuovo stato di crisi e ormai fuori dalle edicole da settimane. Fu proprio Renzi, ha ricordato ancora Staino, che non ha risparmiato critiche al vetriolo a Romano, a chiedere un giornale «non sdraiato sul Pd, ma che favorisse il confronto». «Ora invece fanno la velina della redazione che diventa il giornale di partito», ha commentato il direttore del giornale fondato da Gramsci. Quanto ala testata e al suo futuro, Staino ha spiegato che il giornale «ufficialmente c’è ancora, ma in realtà non c’è nulla. I giornalisti sono fermi in attesa di notizie». «A maggio non hanno pagato gli stipendi, a giugno nemmeno. C’era un accordo per la cassa integrazione per procedere alla ristrutturazione. Adesso non si sa più nulla», ha proseguito ancora Staino, mentre l’editore Piesse-L’Unità, ricordando «le mille difficoltà causate dal “finto” socio di minoranza», ha augurato al nuovo prodotto editoriale «miglior sorte di quella che il non rimpianto Romano (di cui in redazione ricordano solo la passione per gli smartphone aziendali) ha portato a L’Unità».

Il Pd punta l’indice contro il socio privato

Dal canto loro, da casa Pd replicano che proprio il socio privato è stato la molla che ha portato il Pd ad abbandonare la testata storica della sinistra. «Democratica nasce per essere la voce del Pd», ha spiegato Andrea Romano nell’editoriale sul primo numero, parlando del giornale come di «un luogo virtuale ma concreto, da costruire insieme a voi». La risposta sul perché per fare questo non si potesse continuare a usare L’Unità, invece, Romano l’ha data in una intervista a Repubblica: «È impossibile utilizzare quella testata perché è prigioniera di un socio privato che ha congelato la situazione. Come soci di minoranza – ha sostenuto Romano – stiamo dando tutta la nostra solidarietà ai colleghi. Ma intanto, inizia questa nuova avventura».