Quando Villaggio attaccava la Kyenge: «Una scelta ipocrita farla ministro» (video)

È aperta dalle 9.30, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, la camera ardente di Paolo Villaggio, il comico e scrittore morto lunedì. A fine pomeriggio, alle 18.30, si terrà nel Teatro all’aperto della Casa del Cinema di Roma una cerimonia laica per l’ultimo saluto all’artista. Prevista la partecipazione di personalità del mondo del cinema, delle istituzioni e della politica, soprattutto di quel mondo di sinistra che spesso imbarazzava con le sue dichiarazioni politicamente scorrette. Come quelle che rilasciò tre anni fa alla Zanzara, su Radio 24, lanciando una sfida all’ipocrisia anche nell’uso della terminologia. «La Kyenge io la chiamo negra. Altrimenti come vuoi chiamarli? Non è oltraggioso, è la solita ipocrisia. Io tuttora li chiamo negri e la ministra “negra”. Solo gli uomini di potere vogliono essere chiamati neri». In quella occasione Villaggio definì la ministra con delega all’Integrazione «superflua» aggiungendo, ma qui commise un errore, che forse non aveva nemmeno il passaporto italiano.  Poi battutine e ironie non mancarono anche sulla famiglia numerosa dell’ex ministro dell’Integrazione.