Premio Strega, vince Paolo Cognetti. E ora punta al cinema

«Un libro cerca di diventare un film, nel senso che una casa di produzione lo compra e poi prova a realizzarlo. Io vorrei tanto che questo succedesse perché il cinema è un grande mezzo di comunicazione, forse ancor più della scrittura». Parola di Paolo Cognetti che, con Le otto montagne (Einaudi), ha vinto la 71esima edizione del Premio Strega, quella del ritorno al Ninfeo di Villa Giulia dopo la parentesi dell’anno scorso all’Auditorium, incassando 208 preferenze. I diritti del romanzo, ha spiegato a caldo lo scrittore, milanese di nascita ma montanaro d’adozione, «sono stati comprati da Wildside che cercherà di fare un film, credo con coproduttori all’estero». Il libro è in corso di traduzione in «tanti Paesi. Le Alpi non sono solo italiane, ma francesi o tedesche. Credo che si possa fare qualcosa di bello anche fuori dall’Italia», ha sottolineato Cognetti.

Premio Strega, in seconda posizione Teresa Ciabatti

A Paolo Cognetti è stata consegnata nel corso della serata anche la targa del, già assegnatogli, Premio Strega Giovani, a consegnarla è stato Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper Banca, l’istituto che che sostiene il Premio Strega. «Nella tradizione della nostra banca – ha spiegato Vandelli, amministratore delegato dell’Istituto bancario – c’è un forte impegno a favore della cultura e della pagina scritta». Un impegno che si è consolidato dal momento che, a differenza dell’anno scorso, la banca non sostiene soltanto il premio Strega Giovani ma l’intero riconoscimento. Rispettate, dunque, le previsioni della vigilia che vedevano lo stesso Cognetti come favorito per la vittoria finale. Un risultato ampiamente previsto, come la seconda posizione a Teresa Ciabatti che, con La più amata (Mondadori), ha ottenuto 119 voti. Terzo posto per Wanda Marasco con 87 voti per il suo La compagnia delle anime finte (Neri Pozza). Chiudono la classifica Matteo Nucci con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie) con 79 voti e Alberto Rollo che ha conquistato 52 voti con ‘Un’educazione milanese’ (Manni).

I votanti

Questa edizione del premio è stata segnata dall’aumento dei votanti saliti a 660 grazie all’ingresso di 200 studiosi italiani e stranieri scelti da 20 istituti italiani di cultura all’estero. Intellettuali che si sono aggiunti ai tradizionali 400 Amici della Domenica, ai 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane dell’Ali e ai 20 voti collettivi espressi da scuole, università e biblioteche. Il vincitore non ha nascosto la sua emozione: «Sto pensando ai grandi scrittori che hanno vinto questo premio – ha sottolineato – e mi sento piccolo piccolo. E sento anche una grande responsabilità». Cognetti ha dedicato il premio «alla montagna che è in grande pericolo e che va protetta e curata. È un mondo abbandonato e distrutto in molti casi dalla città. Mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce e il tramite tra la montagna, la pianura e la città. Cerco di salvare quel mondo a modo mio». Ora, ha detto il vincitore dello Strega, «andrò in Nepal e poi tornerò in Valle d’Aosta: vorrei continuare ad esplorare la montagna cercando di raccontarla». A presiedere il seggio, nell’affollato Ninfeo di Villa Giulia, è stato Edoardo Albinati, premio Strega 2016 con La scuola cattolica