Pochi pompieri e aerei, l’Italia brucia e nessuno ferma i piromani

Il caldo record, la conseguente siccità e la crisi idrica fanno scattare anche l’allarme incendi. Solo nelle ultime settimane i volontari della Protezione civile della Regione Lazio sono intervenuti per domare, in una sola giornata, 57 incendi su tutto il territorio regionale.  Sempre in una sola giornata, in Toscana sono stati effettuati a inizio estate 104 interventi dei Vigili del Fuoco. Ma non tutti i roghi sono dovuti solo alle temperature roventi. Nel 2016, ha rilevato Legambiente, su 47.926 ettari di superfici andate in fumo ben 27.728 ettari di territorio sono bruciati a causa di roghi dolosi: circa il 60%.  

Un’altra giornata di fuoco un po’ in tutta la Toscana ha costretto gli elicotteri del Servizio antincendi della Regione a alzarsi in volo fin dalle prime ore di stamani. La situazione più critica, a metà giornata, sul monte Amiata, dove le fiamme sono divampate in un bosco in prossimità della centrale elettrica di Piancastagnaio, non lontano dal centro abitato. Tre elicotteri della Regione, da Siena e da Grosseto, stanno operando sul posto in supporto dei Vigili del Fuoco, delle squadre di volontari e degli operai dell’Unione dei comuni Amiata Val d’Orcia. Si lavora in queste ore soprattutto per contenere il fronte di fuoco che si spinge in direzione del paese e della centrale elettrica sottostante. A coordinare gli interventi il direttore delle operazioni della Regione.

Incendi in vasta scala anche in Liguria, dove un migliaio di ettari di osco è andato in fumo solo nei primi mesi del 2017. E in questi giorni, a causa delle condizioni particolarmente secche del terreno, scatta su tutta la Liguria lo stato di grave pericolosità per incendi esteso da ponente a levante. Vietato accendere qualsiasi tipo di fuoco, anche solo per l’abbruciamento di materiale vegetale derivante da lavorazioni agricole, o utilizzare attrezzature che possono provocare scintille: sono i divieti in vigore anche nello spezzino da venerdì scorso che estendono la massima attenzione a tutto il territorio. A diramarli la Regione Liguria sulla base delle indicazioni arrivate dalla direzione regionale dei vigili del fuoco. Lo stato di pericolosità, scattato lo scorso 17 giugno inizialmente solo sulle province di Genova, Imperia e Savona, ha visto negli ultimi giorni aggiungersi tutta la zona del levante coinvolgendo l’intera regione, che chiede al governo uomini e risorse per arginare l’emergenza. Idem dalla Sardegna, con l’annuncio di uno sciopero dei vigili del fuoco proprio per carenze di sostegno alle forze impegnate sul campo. 

Emergenza che non risparmia neanche la Campania: proprio in questi giorni sul Vesuvio è emergenza fiamme ed a lanciare un duro j’accuse oggi è stato il coordinatore della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa. “Il nostro patrimonio boschivo del Vesuvio è vittima dell’irresponsabilità di pochi e della disattenzione delle istituzioni
locali” scandisce. “Torna ad allarmare -evidenzia Lopa- il numero dei roghi che mandano  in fumo intere zone sul Vesuvio in provincia di Napoli. Roghi in gran parte di origine dolosa. E a bruciare sono stati, finora, soprattutto i parchi nazionali. Sul Vesuviano sono andati in fumo decine di ettari di bosco”.

Si aggrava l’emergenza incendi in Ciociaria con pesanti conseguenze per l’ambiente. Da diversi giorni il fuoco sta devastando le montagne del Frusinate. Già in fumo decine di ettari di verde.

A Roma, invece, è la zona est ad essere colpita dalle fiamme. Per tutta la notte i focolai hanno continuato a bruciare e le operazioni di spegnimento sono riprese questa mattina presto tra Centocelle e Cinecittà est.