Pisapia gela la sinistra antirenziana: «Io candidato? Non ci penso proprio»

È durato davvero lo spazio di un mattino l’esperimento della sinistra a guida Pisapia. In verità si era già capito nella cornice romana di  piazza Santi Apostoli che la leadership dell’ex-sindaco di Milano non esiste in natura. Troppo mite e troppo poco aduso alle ruvidezze della lotta politica per ricavarne bicipiti in grado di farsi largo nell’infuocata arena della sinistra italiana. È stato lo stesso fondatore di Campo Progressista a chiudere ogni spiraglio su una sua possibile candidatura nella prossima tornata elettorale nel corso di un dibattito a Milano: «Non ambisco a nessun ruolo istituzionale, tant’è vero che non penso neanche lontanamente a candidarmi alle prossime elezioni».

Sconcerto tra bersaniani e minoranza Pd

La defezione di Pisapia rischia di spiazzare tutta la galassia sorta a sinistra del Pd dopo la scissione di Bersani e D’Alema. Non stupisce, quindi, che le prime reazioni provenienti da Articolo1-Mdp siano improntate a un fair-play a tratti surreale: «Con le sue parole Pisapia ancora una volta dimostra che in politica serve grande generosità. È la persona giusta per guidare la ricostruzione di un campo largo del centrosinistra», ha dichiarato senza sprezzo del ridicolo Ciccio Ferrara, tra i promotori di Campo Progressista. Peccato che la «persona giusta» abbia categoricamente escluso tale eventualità. E non è il solo, Ferrara, a inventarsi questa specie di tressette col “morto”. Anche la minoranza del Pd fa finta che Pisapia sia ancora in campo. Basta leggere la dichiarazione del portavoce della mozione congressuale OrlandoMarco Saracino: «È necessario continuare a sostenere la necessità di aprire un serio fronte di dialogo sia con Giuliano Pisapia che con tutte quelle forze, quelle associazioni, quei corpi intermedi e quei pezzi di società che sono purtroppo scomparsi in questi anni dalla narrazione e dall’agenda politica del nostro partito». Sarà, ma qui l’unico  scomparso sembra Pisapia.

Pisapia: «Ma il mio impegno continua»

Che doveva essere davvero importante per la sinistra se persino il suo successore alla guida di Milano, Giuseppe Sala sente il bisogno di dare un conforto ai compagni: «Un conto è candidarsi, un conto è avere un ruolo di guida, cosa che Pisapia sta facendo. È un tema che riguarda lui». A furia di evocarlo, Pisapia è riapparso sotto forma di precisazione: «Da quando ho iniziato questo percorso ho sempre detto che non avevo velleità personali, ma che mi interessava solo il futuro del nostro Paese. Anche oggi ho ribadito questo concetto. Ma, sia chiaro, il mio impegno, insieme ai tanti che in questi mesi stanno raccogliendo questa istanza e con i quali stiamo lavorando in questa direzione, prosegue – ha concluso – ancora più forte di prima». E tutti a tirare un sospiro di sollievo.