Pensioni, l’allarme di Boeri (Inps): lo stop a 67 anni costa 141 miliardi

Bloccare gli adeguamenti dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita è sbagliato, o per lo meno costerebbe molto alla spesa pubblica. A sostenerlo, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, è il presidente dell’Inps Tito Boeri. A suo giudizio, infatti, se venissero bloccati a 67 anni dal 2021 in avanti costerebbero «141 miliardi di spesa in più da qui al 2035, quasi interamente destinati a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell’importo delle pensioni».

Boeri intervistato dal Sole 24 Ore

Secondo Boeri, infatti, «è pericolosissimo toccare ora questo meccanismo. Sia guardando in avanti, sia all’indietro». Nel suo ragionamento il presidente dell’Inps parte proprio dal recente passato per mettere in guardia dalle negative conseguenze prodotte dalle disparità di trattamento: «Pensiamo alle generazioni che hanno già vissuto questi adeguamenti – argomenta infatti Boeri -, per esempio con l’aumento di quattro mesi scattato nel 2016 o prima ancora di tre mesi scattato nel 2013. C’è chi, per esempio, ha preso la cosiddetta “opzione donna” con l’aspettativa che ci sarebbe stato l’aumento dei requisiti del 2019 e ha subito una penalizzazione. Ora tutti questi pensionati si troverebbero improvvisamente di fronte a una situazione che cambia».

«Mi aspetto proteste dai lavoratori»

Il problema ruota sempre intorno alle aspettative (tradite) dei lavoratori, che di anno in anno e di mese in mese vedono allontanare il miraggio della «Mi aspetto che si organizzino per reclamare – prosegue il presidente dell’Inps, che sul punto non lesina critiche ai partiti  – e sappiamo già che troveranno un mercato politico pronto ad accogliere le loro proteste, un mercato su cui si muovono da anni gli stessi protagonisti che oggi chiedono il blocco degli adeguamenti automatici». In realtà, con lo stop sulla speranza di vita, si bloccherebbe non solo il requisito di vecchiaia ma anche quello che fa salire gli anni contributivi per l’anticipo, con effetti importanti sulle platee coinvolte. «Io penso che se accadesse – è la conclusione di Boeri – si potrebbero avere circa 200mila pensioni in più all’anno».