Ora Renzi fa il piagnisteo: “Contro di me il fuoco amico, dentro e fuori il Pd”

Matteo Renzi dall’arroganza al piagnisteo. “Quello che stupisce di più che lascia senza parole, è che il cannoneggiamento esterno talvolta può avvalersi anche del fuoco amico. Quando la sinistra italiana vede che qualcosa  inizia a funzionare subito scatta il meccanismo dell’autodistruzione, una vocazione suicida che è incomprensibile ai più ma che assume le forme di un logoramento costante della leadership e di una polemica quotidiana su tutto”. Renzi lo scrive nel capitolo del suo  libro Avanti, dedicato al futuro della sinistra, in un estratto pubblicato da la Repubblica.

 “Fuoco amico – insiste Renzi – è anche quello di chi un  tempo, quando vinceva i congressi, teorizzava la necessità di sentirsi tutti parte della stessa ditta. E, quando invece i congressi ha  iniziato a perderli, non ha mai smesso un solo giorno di contestare e  criticare il nuovo gruppo dirigente”. “Oggi – scrive ancora Renzi – viene evocata la stagione dell’Ulivo da parte di leader politici che allora stavano contro l’Ulivo. O dall’esterno, in Rifondazione  comunista come Giuliano Pisapia. O dall’interno, a cominciare da Massimo D’Alema, che quell’Ulivo contribuì in modo decisivo a segare”.

“In nome dell’unità si pratica la scissione; dall’alto dei salotti si  parla di povertà ignorando quale governo abbia finanziato le prime misure sulla povertà educativa e sul reddito di inclusione; ignorando la storia, si vive di amarcord. Le alleanze in politica non devono certamente essere un tabù. Però si fanno sui contenuti, non sulle  simpatie o antipatie. Si fanno per qualcosa, non contro qualcuno. E si fanno se c’è una legge elettorale che lo consente o lo suggerisce, non per accontentare qualche nostalgico cantore di un passato che non è  mai esistito se non nelle ricostruzioni edulcorate del giorno dopo”.