Offensiva di Assad ed Hezbollah al confine libanese contro i terroristi

Le forze siriane e i miliziani alleati del movimento sciita libanese Hezbollah hanno lanciato un’offensiva su due fronti contro i combattenti presenti nelle zone di confine tra Siria e Libano. “Non c’è un limite temporale per l’operazione militare. Andrà avanti secondo le fasi pianificate”, afferma l’ufficio stampa del braccio militare di Hezbollah. L’obiettivo sarebbe colpire i combattenti nella zona siriana di Flita e nell’area libanese di Wadi al-Kheil. Una fonte locale vicina a Hezbollah citata dall’agenzia di stampa Dpa precisa che i miliziani del gruppo guidano l’offensiva di terra con l’appoggio dei caccia e dell’artigliera siriana. “L’operazione è stata lanciata su due fronti: dalla località siriana di Flita e dalla periferia sud di Arsal (in Libano), già sotto il controllo di Hezbollah”, afferma la fonte. Lungo il confine tra Siria e Libano sono attivi i jihadisti dell’Isis, ma anche i combattenti del gruppo Jabhat Fath al-Sham, l’ex Jabhat al-Nusra ritenuto legato ad al-Qaeda. La tv di Hezbollah, al-Manar, ha annunciato “l’avvio dell’operazione militare per liberare la periferia di Arsal e il Qalamun dalla presenza dei terroristi armati”. L’emittente ha riferito che le forze siriane e i miliziani di Hezbollah stanno colpendo obiettivi dei jihadisti nell’area. Secondo gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, le forze siriane e i miliziani sciiti alleati hanno sottratto ai jihadisti il controllo di una collina strategica nella zona di Flita. Da Damasco non è arrivato alcun commento. Stando a un ufficiale della sicurezza libanese citato dalla stessa Dpa, sono state interrotte tutte le vie di rifornimento utilizzate dai jihadisti alla periferia di Arsal e i combattenti di Jabhat Fath al-Sham hanno abbandonato diverse postazioni nella zona. Nei giorni scorsi le Forze Armate libanesi hanno rafforzato la presenza militare nella zona di Arsal, ma non è chiaro se siano coinvolte nell’offensiva. Tre giorni fa il premier libanese Saad Hariri aveva annunciato un’imminente operazione sull’altopiano di Arsal, sostenendo che “non esiste alcun coordinamento tra gli eserciti di Libano e Siria”. Prima ancora, l’11 luglio, il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, aveva parlato di un’imminente operazione contro i jihadisti. Il sindaco di Arsal, Bassel al-Hujeiri, ha sostenuto che nella zona regna la calma. “I nostri fratelli siriani, che vivono qui nei campi, hanno issato la bandiera libanese sulle tende per dimostrare che fanno parte di questa battaglia”, ha detto al-Hujeiri alla Dpa. Secondo dati Onu sono circa 45mila i siriani registrati nella zona di Arsal, mentre le organizzazioni non governative attive nell’area parlano di circa 100mila persone, compresi i profughi non registrati. La zona di Arsal è teatro dal 2014 di scontri sporadici tra l’Esercito libanese e gruppi jihadisti. Da giorni i media libanesi riferiscono di bombardamenti dei jet siriani sull’altopiano di Arsal. L’area è a maggioranza sunnita e ha sostenuto il golpe armato del 2011 contro il legittimo presidente siriano Bashar al-Assad. Combattenti attivi nelle zone siriane al confine con il Libano hanno usato l’area di Arsal come rifugio dopo che le forze di Assad e Hezbollah hanno conquistato la zona di Qusayr, nella provincia di Homs, a pochi chilometri dalla frontiera con il Paese dei Cedri. Il 30 giugno sette soldati libanesi sono rimasti feriti in attacchi durante una perlustrazione nei campi profughi “informali” nei pressi di Arsal, alla ricerca di sospetti legati all’Isis.