Nuovo caso nel Pd: ora è omofobia. Renziano nella bufera per un filmato (VIDEO)

È finito nella bufera Fabio Ragni, candidato alla segreteria Pd di Ancona. L’accusa è di omofobia. Il motivo? Un video pubblicato su Facebook che scherza sui gay. Video poi rimosso ma rilanciato da Gaypost dal titolo “Acqua di frogio”, in cui vengono pubblicizzate le qualità di un profumo che riuscirebbe a trasformare da eterosessuali in gay.”In questo video non si vuole offendere nessuno -viene specificato- L’unico intento era quello di fare una pausa studio, facendo un po’ di risate”.

Omofobia: il video realizzato da Ragni denunciato da Gaypost

La denuncia arriva dal sito Gaypost.it, dal quale riprendiamo il video, scritto e diretto dallo stesso candidato renziano. “Quello che finisce sul web, difficilmente si può cancellare del tutto. Sebbene Ragni l’abbia cancellato, non si tratta di un meme stupido condiviso con leggerezza, ma di un video che ha richiesto una certa elaborazione, un lavoro di scrittura dei testi, dei dialoghi, di scelta dei costumi: insomma un indice ben preciso di come la pensi Ragni sulle persone omosessuali”.

Il renziano Ragni, accusato di omofobia

Il renziano Ragni, accusato di omofobia

Il Pd contro Ragni: “La sua omofobia è incompatibile con noi”

Immediata la reazione di Silvia Fregolent, responsabile Pd per le Pari opportunità. “Deridere, per passatempo o per gioco, l’orientamento sessuale delle persone -afferma- è un atto ignobile, ancora più grave se commesso da chi è iscritto al Pd e si candida oggi ad assumere ruoli dirigenziali nel partito”.  

Omofobia: la difesa di Ragni

Lo stesso Ragni, sulla sua pagina Facebook si è difeso in questi termini: “Chi mi conosce sa che persona sono, sa che mi sono battuto per i diritti degli omosessuali, sa che ero a favore di una legge Cirinnà che prevedesse i matrimoni e non solo le unioni civili. Detto questo mi scuso con tutta la comunità gay se il video che ho fatto ha offeso. Mi dispiace, non ho giustificazioni, se non il fatto che il video in questione è stato fatto molto tempo fa. Ho poi provveduto a rimuoverlo in tempi non sospetti perché ho, ben pensato, fosse di cattivo gusto. Concludo dicendo due cose: la cosa che più mi spiace è essere dipinto come quello che non sono. Spero di non essere martoriato per un errore goliardico di oltre tre anni fa; sono disponibile per essere contattato da chiunque voglia maggiori informazioni”. 

 

Omofobia, caso Giuliani: bufera sul Pd di Ancona

L’episodio arriva dopo l’espulsione nei giorni scorsi del consigliere comunale del capoluogo marchigiano Diego Urbisaglia, che in un post su Facebook era intervenuto sulle vicende che durante il G8 di Genova del 2001 portarono alla morte di Carlo Giuliani (“Se in quella camionetta ci fosse stato mio figlio, gli avrei detto di prendere bene la mira e sparare”, aveva scritto).