Nuova èra in Iraq dopo la sconfitta dell’Isis: ora inizia la ricostruzione

“La sconfitta dell’organizzazione dello Stato islamico (Isis) a Mosul è l’inizio di una nuova fase in Iraq e nella regione”. È quanto ha dichiarato l’ambasciatore iracheno a Bruxelles, Jawad al-Hindawi, parlando delle sfide che attendono l’Iraq nella fase del dopo-Isis. “I Paesi della regione e quelli della Ue devono intensificare la cooperazione con il governo centrale di Baghdad per far fronte alle sfide politiche, sociali, di sicurezza ed economiche che attendono l’Iraq nella prossima fase”, ha detto Hindawi, sottolineando l’importanza di “unire gli sforzi per combattere l’ideologia estremista”. Per l’ambasciatore, “bisogna lavorare sui percorsi ideologici, educativi e intellettuali per impedire l’emergere di una nuova generazione del Daesh“. “Contiamo molto su sforzi internazionali che mirino a convincere le parti che hanno appoggiato questa organizzazione terroristica a non farlo più in futuro”, ha detto. Hindawi ha messo in evidenza “i contatti quasi quotidiani tra iracheni ed europei nell’ambito della cooperazione di intelligence, soprattutto per quel che riguarda i combattenti stranieri che si trovano tra le file dell’Isis in Iraq” e che stando ai dati forniti dalle autorità irachene “sono circa 5.000, dei quali 800 europei”. Riguardo a questi foreign fighters, l’ambasciatore precisa che l’Iraq “non ha ancora preso una decisione al loro riguardo, ma Baghdad non li vuole consegnare”. Anche l’Arabia Saudita plaude all’annuncio del governo iracheno della riconquista di Mosul e sottolinea il sostegno a Baghdad nella “lotta al terrorismo” nonostante le difficili relazioni tra i due Paesi. In un comunicato diffuso stamani dal ministero degli Esteri saudita e rilanciato dall’agenzia di stampa ufficiale Spa, il regno si “congratula con il governo e il popolo iracheno per la riconquista della città di Mosul e la sua liberazione dalla presenza di Daesh”, acronimo in lingua araba dell’Is.