Non si ferma l’epidemia di morbillo: 3672 casi da gennaio, 1226 nel Lazio

Continuano a crescere i casi di morbillo in Italia. Dall’inizio dell’anno sono 3.672 secondo l’ultimo bollettino settimanale curato da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss), relativo al periodo dal 10 al 16 luglio. Rispetto alla precedente rilevazione (3-9 luglio), le infezioni sono 171 in più. I morti salgono a tre: il conteggio è stato aggiornato con il decesso all’ospedale Bambino Gesù di Roma di una bambina di 16 mesi con patologie pregresse risultata positiva al morbillo, che si aggiunge alle altre due vittime, il bimbo leucemico in cura all’ospedale San Gerardo di Monza e la bimba con cromosomopatia deceduta sempre al Bambino Gesù. I casi fra gli operatori sanitari sono 263, cioè 8 in più rispetto al precedente bollettino. Secondo le statistiche riportate dagli esperti, l’89% dei pazienti non era vaccinato, mentre il 6% era vaccinato con una sola dose. Il 35% ha avuto almeno una complicanza (il 41% è stato ricoverato e il 22% è finito in pronto soccorso). La fascia d’età più colpita resta quella fra i 15 e i 39 anni (56% dei casi) e l’età media dei pazienti 27 anni. Quanto alla mappa dei casi, il primato resta del Lazio, che sale a quota 1.226 infezioni registrate. Seguono il Piemonte, dove però i casi sono fermi a 599, la Lombardia salita a 580, la Toscana (347) e il Veneto (244).