Mutui, è allarme interessi: in questi casi è possibile non pagare

Tra gli esperti del settore è allarme mutui. C’è più di un motivo per attendersi un rialzo dei tassi, in concomitanza della sospensione del Qe (Quantitave easing), voluto dal governatore della Bce, Mario Draghi. Manovre di finanza internazionale che toccano inevitabilmente i cittadini comuni. La sospensione renderebbe meno convenienti i nuovi mutui, in particolare quelli a tasso variabile, e le surroghe. Insomma, l’eventualità di un prossimo aumento degli spread e dei tassi è ormai più che una semplice previsione.

Mutui: le strade per non pagare gli interessi 

Ma che cosa fare se non si riesce a pagare il mutuo? Non tutto è perduto, qualche soluzione c’è. Ovviamente si tratta di vie pienamente legali. Con alcune recenti sentenze – spiegano gli esperti del portale di informazione giuridica laleggepertutti.it – la giurisprudenza ha infatti indicato due strade per non pagare il mutuo o quantomeno liberarsi dagli interessi usurari. Ecco come fare.

Mutui: quando il tasso si può definire usurario

Se gli interessi sul mutuo hanno superato la soglia dell’usura il correntista – si legge – è tenuto a restituire alla banca solo il capitale. Secondo il Tribunale di Viterbo ciò vale anche se ad essere usurari sono i soli interessi di mora e non anche quelli corrispettivi in quanto la legge sull’usura non fa alcuna distinzione tra varie forme d’interessi. Ma quando gli interessi sono superiori all’usura? “La legge sull’usura – si legge sul portale – stabilisce che sono usurari gli interessi che superano del 50% il tasso medio, determinato con decreto del Ministero del Tesoro ogni tre mesi. Il tasso varia a seconda del tipo di operazione con la quale viene concesso il credito. Dunque, non esiste un unico tasso usurario per tutte le operazioni di prestito, ma esistono diversi tassi a seconda delle modalità con cui il finanziamento viene concesso. Ad esempio, il tasso medio dal 1° ottobre fino al 31 dicembre 2002, per un credito personale, ammontava al 10,45%; dunque, per tale tipo di operazione e nel periodo anzidetto, il tasso usurario era quello superiore al 15,67%”.

Non pagare il mutuo? In quali casi si può fare 

Il secondo suggerimento su come non pagare il mutuo viene da una recente sentenza del tribunale di Cuneo, che – si legge “ha dichiarato nullo il contratto di mutuo e di fideiussione, con riferimento a uno solo dei due cointestatari (marito e moglie) perché non riportava la firma di quest’ultimo. In buona sostanza, il mutuo – così come tutti i contratti stipulati con la banca – deve essere obbligatoriamente scritto. Ovviamente la forma scritta non ha senso se, insieme ad essa, non ci sono anche le firme delle parti. Ora, se anche la giurisprudenza ha ritenuto che la firma della banca non sia necessaria se è quest’ultima a produrre il contratto in causa, della firma del mutuatario invece non se ne può fare assolutamente a meno”.