Mps, “salvata” la banca, non i dipendenti: tagliati 5500 posti di lavoro

Chiusura di circa 600 filiali e riduzione del personale di 5.500 unità. Sono alcuni degli obiettivi del piano di ristrutturazione di Mps. Il piano prevede il ridisegno del network distributivo, con la riduzione delle filiali (da 2mila nel 2016 a circa 1.400 nel 2021) e delle relative strutture di governo commerciale. Inoltre è previsto un ridimensionamento di tutte le strutture organizzative del gruppo Mps che porterà ad una riduzione di circa 5.500 unità entro il 2021 (di cui 4.800 uscite attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà, 450 uscite legate alla cessione/chiusura di attività, 750 uscite derivanti da turnover fisiologico e circa 500 nuove assunzioni). 

Mps, il piano lacrime e sangue

Il piano di ristrutturazione è «una pietra miliare nel processo di ripristinare un percorso di crescita per la banca e di recupero dei depositi e dei prestiti», ha detto Marco Morelli, amministratore delegato e direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, presentando il piano agli analisti. Morelli ha spiegato che «sarà un processo lento e non immediato» e che «è la prima volta che una ricapitalizzazione precauzionale è realizzata e questa è una delle ragioni principali per cui il processo ha richiesto così tanto tempo». «Quello che il management della banca ha vissuto in questi mesi – ha aggiunto –  credo che sia senza precedenti. L’esperienza è stata un po’ quella di un pronto soccorso all’ospedale, con un’emergenza ogni cinque minuti. E credo che il management abbia affrontato la situazione in maniera eccellente…». Un’autodifesa che ignora totalmente il destino dei risparmiatori e le vicende che hanno portato allo scandalo Mps. «Quello che la banca ha vissuto non si è mai sentito, in termini di pressione mediatica e commerciale», ha aggiunto come se sul Monte dei Paschi si fosse abbattuto il destino cinico e baro e non una pessima gestione che ha portato sul lastrico l’istituto di credito toscano sopravvissuto solo grazie al salvataggio pubblico.  Mps presenterà il prospetto per il ritorno in Borsa alla fine di settembre. «La riammissione in Borsa delle azioni Mps – ha spiegato ancora Morelli – sarà decisa dalla Consob. Ci sarà un prospetto e immagino che Consob valuterà un potenziale relisting e la quotazione delle azioni ordinarie quando il prospetto sarà perfezionato alla fine di settembre».