Mosul liberata: ecco i segni della catastrofe per le strade della città (VIDEO)

Al baghdadi è morto. Mosul è liberata. Eppure: la guerra contro l’Isis non è finita malgrado la “storica” vittoria nell’antica roccaforte irachena. A sostenerlo, il comandante delle forze Usa in Iraq, il generale Stephen Townsend, che in un’intervista Bbc smorza gli entusiasmi e spiega come e perché in Iraq ci sono ancora terroristi dell’Is. «Dobbiamo cercare di evitare che emerga una Is 2.0, il governo iracheno deve fare qualcosa di diverso, devono riconciliarsi con i sunniti e fare in modo che si sentano rappresentati dal governo a Baghdad», aggiunge il comandante americano puntando i riflettori su insidie e problematiche del dopo-liberazione.

Mosul liberata, ovunque i segni della catastrofe

E del resto, il quadro di Mosul oggi fornito dalle varie associazioni umanitarie sul posto – Amnesty in testa a tutte – è un quadro di devastazione e morte, paura e dolore. «L’orrore sperimentato dalla popolazione di Mosul e il disprezzo per la vita umana» patito dalla popolazione civile, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio Oriente. «Intere famiglie – ha poi aggiunto –sono state distrutte e molte di loro ancora oggi sono sepolte sotto le macerie. Il governo ha il dovere di rassicurare la popolazione di Mosul che vi saranno giustizia e riparazione, e che il devastante impatto di queste operazioni militari sarà adeguatamente preso in considerazione». E da più parti, nella Mosul liberata dal giogo jihadista, ma ridotta a ruderi e macerie, disperazione e fame, arriva il racconto di un livello spaventoso di morti e feriti e di un’enorme sofferenza patita dalla popolazione civile intrappolata nella battaglia per Mosul ovest. 

Il rapporto di Amnesty International

Un quadro a dir poco drammatico, contenuto in un nuovo rapporto di Amnesty International, che denuncia come il sedicente Stato islamico (Is) abbia trasferito civili dai villaggi circostanti a Mosul ovest, intrappolandoli nelle abitazioni, impedendo loro di fuggire e impiegandoli come scudi umani. Un quadro apocalittico che racconta la catastrofe subita dai civili a Mosul ovest, argomentandola – riferita al periodo tra gennaio e metà maggio scorsi – sulla base di 151 interviste ad abitanti del luogo, esperti e analisti. E, rispetto alle violazioni da parte dell’Is, denunciate dal rapporto di Amnesty, come i trasferimenti forzati, le uccisioni sommarie e l’uso di bambini come scudi umani, l’associazione ritiene che da parte delle forze irachene e della coalizione internazionale a guida Usa non sempre sono state usate misure adeguate.