Monza, abusi sessuali al centro estetico: in carcere un uomo di 54 anni

venerdì 14 luglio 13:56 - di Redazione

E’ stato arrestato dalla polizia un uomo di 54 anni per violenza sessuale nei confronti di quattro ragazze minorenni. La violenza sarebbe avvenuta nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro: l’uomo, di Monza, è titolare di due esercizi commerciali. 

L’uomo – incensurato, con famiglia – dovrà rispondere di violenza sessuale, con l’aggravante di averla esercitata su minori e su persone che lui avrebbe dovuto ‘formare’. Gli inquirenti, dal momento che l’alternanza scuola-lavoro dell’istituto per estetisti frequentato dalle vittime durava da tre anni, temono che ci possano essere altre ragazze abusate dal cinquantenne, che adesso si trova in carcere e rischia più di 12 anni di pena. “L’alternanza scuola-lavoro deve essere commisurata alla capacità di conoscere e giudicare i luoghi e gli ambiti dove lavoreranno i ragazzi”, sottolinea il procuratore di Monza, Luisa Zanetti, in conferenza stampa. In questo caso, “le ragazze sono state trovate in uno stato di grave sudditanza psicologica ed è stato difficile ottenere delle dichiarazioni: si sentivano in colpa – racconta – per non essere riuscite a dire di no, volevano coprirlo: una situazione frequente tra le adolescenti”. In un caso, l’uomo aveva portato una delle ragazze a casa, ma tutte le violenze erano avvenute nel centro estetico.

“Le indagini – riferisce il sito del quotidiano Il Giorno – sono iniziate nel febbraio scorso quando una ragazza ha manifestato segni di malessere e si è rifiutata di tornare al centro estetico dove stava svolgendo il progetto di alternanza. I genitori l’hanno invitata ad andare al consultorio, dove ha finalmente raccontato le violenze subite. Il consultorio ha quindi inviato la segnalazione alla procura e da quel momento gli investigatori hanno lavorato sulla ricerca di altre vittime. Risalendo alle studentesse che avevano partecipato a percorsi di formazione in quegli stessi centri sono così stati individuati gli altri casi. Le intercettazioni hanno permesso di accertare la veridicità del loro racconto e lo stato di sottomissione mentale in cui versavano”. 

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