Monza, abusi sessuali al centro estetico: in carcere un uomo di 54 anni

E’ stato arrestato dalla polizia un uomo di 54 anni per violenza sessuale nei confronti di quattro ragazze minorenni. La violenza sarebbe avvenuta nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro: l’uomo, di Monza, è titolare di due esercizi commerciali. 

L’uomo – incensurato, con famiglia – dovrà rispondere di violenza sessuale, con l’aggravante di averla esercitata su minori e su persone che lui avrebbe dovuto ‘formare’. Gli inquirenti, dal momento che l’alternanza scuola-lavoro dell’istituto per estetisti frequentato dalle vittime durava da tre anni, temono che ci possano essere altre ragazze abusate dal cinquantenne, che adesso si trova in carcere e rischia più di 12 anni di pena. “L’alternanza scuola-lavoro deve essere commisurata alla capacità di conoscere e giudicare i luoghi e gli ambiti dove lavoreranno i ragazzi”, sottolinea il procuratore di Monza, Luisa Zanetti, in conferenza stampa. In questo caso, “le ragazze sono state trovate in uno stato di grave sudditanza psicologica ed è stato difficile ottenere delle dichiarazioni: si sentivano in colpa – racconta – per non essere riuscite a dire di no, volevano coprirlo: una situazione frequente tra le adolescenti”. In un caso, l’uomo aveva portato una delle ragazze a casa, ma tutte le violenze erano avvenute nel centro estetico.

“Le indagini – riferisce il sito del quotidiano Il Giorno – sono iniziate nel febbraio scorso quando una ragazza ha manifestato segni di malessere e si è rifiutata di tornare al centro estetico dove stava svolgendo il progetto di alternanza. I genitori l’hanno invitata ad andare al consultorio, dove ha finalmente raccontato le violenze subite. Il consultorio ha quindi inviato la segnalazione alla procura e da quel momento gli investigatori hanno lavorato sulla ricerca di altre vittime. Risalendo alle studentesse che avevano partecipato a percorsi di formazione in quegli stessi centri sono così stati individuati gli altri casi. Le intercettazioni hanno permesso di accertare la veridicità del loro racconto e lo stato di sottomissione mentale in cui versavano”.