Monumenti illuminati per tutte le cause, perché nessuna luce per Charlie Gard?

In Italia si illuminano i monumenti per molte cause giuste, o anche come forma di sensibilizzazione e di informazione rispetto all’opinione pubblica. Ma il sospetto è che si tratti di illuminazioni che obbediscono a un copione già scritto, dettato dai custodi del politicamente corretto. Perché infatti nessun sindaco ha ancora ritenuto di dover dare luce alle speranze dei genitori del piccolo Charlie Gard? Anche lui è un essere umano “condannato”, un condannato sulla cui sorte si dibatte a livello ormai globale senza che nessun monumento sia stato ancora circondato da un alone di luci per inviare un messaggio pro life. Di qui l’appello del sindaco di Pergola, Francesco Baldelli, vicepresidente Anci, affinché  i sindaci illuminino le sedi dei loro Municipi o dei monumenti più rappresentativi per mostrare vicinanza ai genitori di Charlie. 

Non sarebbe un gesto ideologico o di parte. Sarebbe semplicemente un bel gesto. Di recente il Colosseo è stato illuminato contro la pena di morte in occasione della giornata, il 30 novembre, appositamente dedicata allo scopo. E poi si è colorato di rosa per la lotta ai tumori e di verde per festeggiare San Patrizio. Molti monumenti italiani si sono colorati di blu in occasione della giornata per la consapevolezza sull’autismo (era lo scorso 2 aprile). E ancora luci sui monumenti d’Italia per la giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre). La Mole Antonelliana si è colorata di bianco e nero per ricordare i tifosi juventini vittime della tragedia dell’Heysel. E il maschio Angioino a Napoli si è colorato di rosa in occasione della giornata contro l’omofobia (21 maggio) e di rosso in ricordo delle vittime dei bombardamenti siriani. E ancora luci viola sui palazzi d’Italia si sono accese per la giornata contro le patologie dell’intestino (19 maggio) e per quella dedicata alla consapevolezza sull’epilessia (13 febbraio). E infine non solo nelle città italiane ma in tutto il mondo luci verdi si sono accese sulle facciate degli edifici pubblici, da Parigi a Barcellona fino a Montreal e Città del Messico, per protestare contro il passo indietro di Trump rispetto agli accordi sul clima. Un tripudio di luci, una lunga sequenza di illuminazioni “a tema”.

Charlie è un bambino-simbolo. Comunque finirà la sua vicenda merita un gesto di vicinanza, di affetto. Perché la sua (anche se a combatterla sono i genitori) è una lotta dell’amore e della speranza contro la fredda logica delle statistiche scientifiche. Un po’ di luce rischiarerebbe le coscienze di molti.