Mongolia, la destra vince le elezioni. Grideranno al ritorno di Gengis Khan?

Il tycoon Battulga Khaltmaa, ex star delle arti marziali, è stato confermato vincitore delle elezioni presidenziali in Mongolia e si insedierà oggi nel suo incarico. Secondo i dati diffusi dalla commissione elettorale, Battulga ha ottenuto il 50,5% dei suffragi contro il 41,1% dell’avversario, lo speaker del parlamento Enkhbold Miyegombo del Partito del popolo mongolo (Mpp), attualmente al governo. Le schede bianche o nulle sono state l’8,3%. La Mongolia ha scelto il suo presidente con il primo ballottaggio nella storia del Paese. Gli scandali di corruzione, veri o presunti, hanno travolto entrambi i candidati, al punto da non permettere un voto risolutivo al primo turno. L’imprenditore Battulga Khaltmaa, carismatico candidato del Partito Democratico, è cresciuto nella povertà, finanziò le sue prime attività vendendo disegni ai turisti. Khaltmaa inoltre è un grande fan del film Il Padrino, tanto da chiamare la sua prima compagnia Genco (come Genco Abbandando, primo consigliere della famiglia Corleone), soprannome che gli è stato poi dato e che lo accompagna ancora oggi. Il suo avversario, Mieygombo Enkhbold, appartiene al Partito del Popolo Mongolo che detiene la maggioranza in parlamento. Molti elettori di questo Paese grandissimo, ma con una popolazione di appena tre milioni di persone, ricco di risorse naturali e incassato tra Russia e Cina, hanno però un’immagine così negativa dei politici da portare avanti una campagna per il voto in bianco. Ma non sono stati seguiti. La vittoria di Battulga è stata vista come un referendum sui piani di ripresa economica del governo, favorevole a un maggior controllo dello Stato, e sul ruolo della Cina, vicina di un Paese che non ha sbocco al mare ma ricco di risorse, noto come luogo di nascita dell’imperatore mongolo Genghis Khan. Battulga è diventato famoso come un lottatore mongolo. Le sue attività comprendono un hotel, un parco divertimenti a tema di Genghis Khan e aziende alimentari per prodotti da forno e carni. La Mongolia è una democrazia parlamentare. Il governo è gestito da un primo ministro, ma il presidente ha il potere di veto sulla legislazione.