Missili della Corea del Nord, il dittatore rilancia: «Altri regalini per gli Usa»

Gli Stati Uniti hanno confermato che il missile lanciato ieri dalla Corea del Nord è un missile balistico intercontinentale, dopo che il comando del Pacifico, che aveva reso noto di aver tracciato il missile nordcoreano per 37 minuti, aveva parlato di un missile a medio raggio, come anche il ministero della difesa russo. «Gli Stati Uniti condannano decisamente il lancio, da parte della Corea del Nord, di un missile intercontinentale», ha dichiarato il segretario di stato Rex Tillerson, sottolineando che tale test «costituisce una nuova escalation della minaccia nei confronti degli Stati Uniti, dei nostri alleati e partner, della regione e del mondo». «È richiesta una azione globale per fermare una minaccia globale», ha aggiunto Tillerson, anticipando una discussione degli ultimi sviluppi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «Tutte le nazioni devono dimostrare alla Corea del Nord che perseguire armi nucleari, come stanno facendo, ha delle conseguenze. I Paesi che ospitano lavoratori nordcoreani, forniscono aiuti economici o militari alla Corea del Nord o non attuano pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza stanno aiutando e proteggendo un regime pericoloso», ha quindi affermato il segretario di stato. Stati Uniti e Corea del Sud hanno lanciato missili nel Mar orientale, in risposta al test di Pyongyang, come hanno reso noto gli stati maggiori riuniti citati dall’agenzia Yonhap.

Corea del Nord, nuove minacce del dittatore

Il leader nordcoreano Kim Jong dal canto  suo continua con le minacce e anticipa altri «pacchi regalo diretti agli Stati Uniti». I media ufficiali della Corea  del Nord assicurano che il missile lanciato ieri è in grado di trasportare «testate nucleari di grandi dimensioni e pesanti». L’Icbm testato ieri è stato un “regalo” per gli americani che festeggiavano la festa dell’Indipendenza, ha detto il leader nordcoreano citato dall’agenzia Kcna.