“Il Milan dove prende i soldi?” “Roma più indebitata di noi”. Lite Pallotta-Fassone

«Quando stamattina ho letto le dichiarazioni di Pallotta sono rimasto sbalordito, primo per lo stile e per il fatto che è veramebnte inusuale almeno in Italia che un club attacchi in modo diretto, perlomeno con questa tipologia, una sua consorella». L’ad del Milan, Marco Fassone, replica così alle dichiarazioni del presidente della Roma, che ha espresso perplessità sulla capacità economica e sul mercato della nuova proprietà del club rossonero arrivando a dire che «stanno perdendo la testa» e che ne «pagheranno le conseguenze a un certo punto». «Quando vorrà, se vorrà, io sono qui in Italia e sono a sua disposizioone per confrontarmi sui bilanci miei e della Roma. Se devo imparare qualcosa sono pronto a farlo, ma le critiche fatte in questo modo mi danno fastidio», dice l’ad rossonero in un video postato sulla pagina Facebook del Milan.

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Fassone, ad del Milan: “Sbalordito dall’attacco di Pallotta”

A Pallotta, secondo il quale la nuova proprietà non ha i soldi per comprare il club, Fassone replica evidenziando che «tutti sanno che qualunque operazione di questa entità viene fatta abitualmente con la leva finanziaria». «Inoltre – aggiunge – si parla di cifre totalmente sbagliate. Oramai tutte sanno che la parte dei soldi relativi al fondo a cui fa riferimento il presidente Pallotta, e cioè il fondo Elliott per finanziare l’acquisizione del Milan, è di 180 milioni su un valore del club di 740 milioni. Ripeto, imprecisioni da una parte e stile quantomeno discutibile dall’altra». In merito alle presunte “conseguenze” che il Milan potrebbe pagare in futuro, Fassone dice: «Non so se è una minaccia, ma tutti sanno che abbiamo emesso un bond pari a 50 milioni di euro totalmente destinato a finanziare la campagna di quest’estate e siamo ampiamente al di sotto del consumo di questo bond. C’è un piano pluriennale che è stato presentato anche alla Uefa ed è pubblico. Se sono minacce, le respingo al mittente». E ancora: «Non so come Pallotta possa pensare che gli stipendi del Milan un domani possano essere uguali ai ricavi. Tutto il nostro piano prevede che gli stipendi rimangano in una soglia tra il 50 e il 60% dei ricavi della società e quest’anno è così. Il livello di indebitamento del club è di 120 milioni, straordinariamente migliore in misura percentuale di quello della Roma. La Roma ha la sfortuna che essendo quotata in borsa ha un bilancio pubblico, non mi permetto di commentarlo ma chiunque può andarlo a vedere e verificare il livello di indebitamento».

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Pallotta: “I proprietari non hanno i soldi neanche per pagare il Milan”

Ecco, per esteso, quello che James Pallotta ha detto in un’intervista alla webradio americana Sirius Xm. «Parlando del Milan, non ho idea di cosa stia succedendo. Non ha senso. Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto. Stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto. Loro dicono che è tutto per qualificarsi alla League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi, non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa! Forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo razionali. Se potete spiegarmi il Milan, perché io non lo capisco…»