Migranti, tocca solo a noi: nuovo piano d’accoglienza. Gasparri: sbeffeggiati da Bruxelles

Migranti, un’invasione continua e una continua emergenza. Tutto sulle spalle del Belpaese – grazie allo scellerato patto che Renzi ha siglato a Bruxelles – dove porti ormai allo stremo e strutture al collasso endemico devono far fronte agli sbarchi ininterrotti, nell’assoluta chiusura e indifferenza ostentati da tutti gli altri Paesi membri dell’Unione e con la poco chiara intrusione-collaborazione delle Ong su cui incombe il peso di più di un’inchiesta.

Migranti, Gasparri: sbeffeggiati da Bruxelles

E così, verrà presentato ufficialmente la prossima settimana con l’intento di gettare nuove linee guida per l’accoglienza, l’integrazione e la gestione immediata, come successiva nel tempo di clandestini e migranti economici in arrivo sulle nostre coste: con buona pace di quanto rilevato solo nelle ultime ore dai dati Frontex secondo cui, nei nostri approdi sbarcano quasi esclusivamente migranti economici provenienti dall’Africa sub-sahariana, e non profughi du guerra in fuga da carestie e torture da regioni della Siria o dell’Iraq. Ma tant’è, e tra i primi punti all’ordine del giorno della questione migratoria in agenda figura la stesura di nuove linee guida per l’integrazione dei migranti che arrivano nel nostro paese. Si tratta, come enucleato anche sul sito del Messaggero in queste ore, «del piano nazionale messo a punto dal Governo, insieme con l’Anci, l’Ufficio anti-discriminazioni, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, il ministero del Lavoro, e le regioni Piemonte e Sicilia, delegate da tutte le altre a partecipare. Recepisce una direttiva europea e prevede un tavolo nazionale che va rinnovato ogni due anni». E su tutto questo pesano allora, ulteriormente, le parole di Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, di Fi, che poco fa ha dichiarato: «È molto spiacevole che il governo italiano si sia fatto sbeffeggiare dalle autorità europee sul codice di condotta per le Ong nel salvataggio dei migranti, codice che è stato “annacquato” a Bruxelles». E in conclusione: «Chiederemo conto al governo di questo accordo al ribasso, perché considero le ong fonte di infezione e invasione»…

Migranti, Civitavecchia dice no: «Non siamo in condizioni»

E così, mentre la macchina dell’accoglienza perennemente in moto e alacremente in funzione viene chiamata ad oliare ancora di più in suoi ingranaggi, mentre la pazienza del Paese chiamato a trasformarsi, ogni giorno sempre di più, in un inquietante open space che impone la convivenza tra realtà difficilmente permeabili in nome di una legge sull’accoglienza coatta che ridisegna ciclicamente contorni e regole, diktat e concessioni, quasi esclusivamente per noi. E mentre le polemiche politiche conseguenti ad uno stato di fatto ormai intollerabile infuriano, i flussi di migranti – che a porti spagnoli, francesi e chi più ne ha, più ne metta, chiusi – coinvolgono esclusivamente ai nostri approdi e sollecitano gli interventi di salvataggio in mare aperto solo alle nostre forze in campo, è bufera sul porto di Civitavecchia. E considerando tutto quanto appena elencato, e valutando il dato secondo cui, come riporta in queste ore un altro quotidiano capitolino, il Tempo, «solo questa mattina, si contano quasi 5000 sbarchi, e altre 1520 persone sono attese per domani, per un totale di oltre 1.650 persone attese nel fine settimana», si capisce anche il perché. E allora, mentre preoccupazione e malcontento aumentano a dismisura, «questa mattina il prefetto di Roma ha disposto un sopralluogo dopo aver prospettato l’ipotesi che il porto di Civitavecchia possa diventare un hotspot». E a nulle sembrano essere valse, almeno per il momento, neppure le sollecitazioni del sindaco grillino,  Antonio Cozzolino, che ancora poco fa ha ribadito: «Civitavecchia non è nelle condizioni. Il porto non è pronto per accogliere un hotspot e se il Ministero continuerà con decisione su questa pericolosa strada, dovremo affrontare un’emergenza difficile, se non impossibile, da gestire».