Migranti, altro schiaffo all’Italia: l’Austria schiera i carri armati al Brennero

L’Italia riceve l’ennesimo schiaffo. Quattro mezzi corrazzati «Pandur» sono stati avvistati al Brennero e potrebbero essere utilizzati delle forze armate austriache nelle operazioni di controllo sull’immigrazione al confine annunciate dal ministro della difesa Hans Peter Doskozil. Immediata la risposta della Farnesina: «Convocato l’Ambasciatore austriaco a Roma, René Politzer». Lo schiaffo brucia. 

Il dispositivo di controllo austriaco potrebbe essere già attivo in meno di tre giorni: un dispiegamento di forze che comprende 750 militari, 450 dei quali saranno messi a disposizione da reparti stanziati nella regione del Tirolo, mentre i restanti verrebbero dal comando militare della Carinzia. «I preparativi per i controlli alla frontiera con l’Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario». Ha commentato il ministro degli esteri austriaco, Sebastian Kurz.

I carri armati sono ovviamente una misura del tutto sproporzionata rispetto all’emergenza migranti. Basta e avanza un robusto spiegamento di polizia. Però evocare  l’esercito e i carri armati è cosa che colpisce l’immaginario collettivo e crea consenso tra una popolazione allarmata come quella austriaca. Non è altro che  un espediente propagandistico, che però fa risaltare tutta l’insipienza delle governo italiano. Fanno ridere, certo, gli austriaci con i loro carri armati al Brennero contro gli immigrati. Ma fa ancor più ridere il governo Gentiloni, che prima promette di bloccare i porti e  poi si lascia nuovamente irretire dalle chiacchiere di Bruxelles e degli altri partner europei. E poi ci stupiamo se il governo austriaco si mette fare facile propaganda contro l’Italia, con la scusa dei migranti