Migrante rapina e devasta bar, poi molesta la barista: libero il giorno dopo

Un migrante africano è entrato in un bar della Capitale, ha minacciato il titolare, ha devastato il locale e poi ha molestato sessualmente la cassiera. Alla fine della sua scorribanda è stato catturato dalla polizia, ma dopo 24 ore è stato rimesso in libertà e può continuare a delinquere. L’episodio è stato segnalato dal quotidiano romano Il Messaggero ed è emblematico delle lacune dei meccanismi di accoglienza del nostro Paese. Il cittadino eritreo è infatti sbarcato a Lampedusa alcuni fa, è stat censito come rifugiato, ha diversi precedenti penali e ben quattro identità deivrse. Il giudice lo ha condannato per direttissima a un anno e sei mesi, ma poi ha sospeso la pena in attesa del processo vero e proprio. Visto e considerato che il trentenne è senza fissa dimora, secondo gli inquirenti, sarà impossibile rintracciarlo quando si terrà il processo.  

Il migrante sbarcato a Lampedusa, ha precedenti ma resta impunito

I fatti risalgono a lunedì scorso, quando nel pomeriggio, in via Lorenzo il Magnifico, una strada poco distante da Porta Pia, il migrante si è presentato visibilmente ubriaco nel bar. Ha sfondato il bar che contiene le birre, per razziarle, poi con un vetro ha minacciato il titolare, quindi si è calato i pantaloni e ha molestato sessualmente la barista. I poliziotti giunti sul posto hanno faticato per disarmare il migrante e per evitare di essere colpiti. La loro fatica è stata vanificata dalla decisione del tribunale. Il rapinatore, arrestato in flagranza di reato, dopo la convalida dell’arresto per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale, ha visto la pena sospesa fino al processo, che difficilmente lo vedrà sul banco degli imputati. A piede libero, impunito, potrà continuare nelle sue scorribande. Fino al prossimo arresto e alla prossima (inutile) condanna.