Mali, il nuovo video di Al Qaeda con i sei ostaggi stranieri: l’ira di Macron

Al Qaeda nel Mali ha diffuso un video con i sei ostaggi stranieri sequestrati in momenti diversi negli scorsi anni nella regione del Sahel. Fra loro il chirurgo australiano di 82 anni, Arthur Kenneth Elliott, e la cooperante francese Sophie Petronin, ha reso noto Site (l’agenzia americana specializzata in informazioni ul terrorismo jihadista). Il video di quasi 17 minuti non è datato ed è stato pubblicato ieri – alla vigilia della nuova missione del presidente Emmanuel Macron nel Mali per promuovere la creazione di una nuova forza regionale contro il terrorismo – su Telegram dal Gruppo in sostegno all’Islam e ai musulmani, una organizzazione jihadista. Gli altri quattro ostaggi sono il sudafricano Stephen McGown, sequestrato nel Mali nel novembre del 2011, il rumeno Iulian Ghergut, rapito dei jihadisti dall’aprile del 2015 nel Burkina Faso, la missionaria svizzera Beatrice Stockly, rapita nel gennaio del 2016 da al Qaeda nel Maghreb (Aqmi) e la religiosa colombiana Gloria Cecilia Narvaez Argoti, sequestrata lo scorso febbraio nel Mali. Petronin era stata rapita nel dicembre dello scorso anno a Gao, nel nord del Mali e fino a ora nessuno aveva rivendicato il sequestro. Eliott era stato rapito nel gennaio 2015 insieme alla moglie Jocelyn che l’anno successivo era stata rilasciata. I sei ostaggi sono mostrati separatamente da un uomo che precisa che, a ora, non sono state avviate “trattative reali” per la loro liberazione ma che “sono in corso discussioni”. I rapitori della cooperante francese Sophie Petronin, sequestrata in Mali nel 2016, “sono delle nullità, dei terroristi, dei ladri e degli assassini”, ha affermato il presidente francese da Bamako, dove è arrivato ieri per prendere parte a una conferenza sulla sicurezza dei cinque Paesi della regione del Sahel, assicurando che “metteremo tutte le nostre energie per eliminarli”. Macron si è felicitato del “primo segnale di vita” di Petronin, che compare nel video diffuso ieri da al Qaeda. La Francia si è impegnata a stanziare quest’anno 8 milioni di euro per la nuova forza regionale anti terrorismo della regione del Sahel con 5mila soldati che sarà istituita entro la fine dell’anno, con un contributo di 50 milioni dell’Unione europea. “I nostri nemici sono codardi ma determinati. Vogliono distruggerci”, ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron al vertice sulla sicurezza organizzato a Bamako, alla presenza delle sue controparti di Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad, i Paesi del cosiddetto G5-Sahel, ognuno dei quali contribuirà alla forza con un battaglione. La Francia contribuirà anche con 200 milioni di aiuti allo sviluppo al Sahel nei prossimi cinque anni. la nuova forza anti terrorismo, la cui creazione è stata approvata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, opererà al fianco della Barkhane, la forza francese anti terrorismo dispiegata, con 4mila soldati, nella regione. “La forza del G5-Sahel non sostituisce la Barkhane”, ha precisato Macron. Le operazioni anti terrorismo si concentreranno ai confini fra Mali, Niger e Burkina Faso.