Macron dà ragione alla Le Pen: il problema dei clandestini esiste

“Abbiamo bisogno di un’Europa forte. Ma in questo momento è debole”. Lo ha sottolineato il presidente francese Emmanuel Macron, intervenendo davanti alle camere del parlamento francese riunite in congresso a Versailles. “L’Europa siamo noi. È un progetto di pace, di libertà, di progresso pensato ed agito da generazioni che hanno vissuto la guerra. E oggi vorremmo dimenticarcene. Trascurare l’Europa – ha aggiunto – è in qualche modo abdicare alla nostra storia e sminuire la Francia“. “Credo fermamente all’Europa ma non trovo sempre questo scetticismo ingiustificato”, ha proseguito Macron per il quale “sta a una nuova generazione di dirigenti riprendere l’idea europea alla sua origine, che è politica nella sua essenza”. Inoltre Macron intende “riformare profondamente” il sistema dell’asilo, per arrivare a un “trattamento umano e giusto” delle richieste dei futuri rifugiati. “Non possiamo continuare ad affermare il nostro attaccamento ai principi dell’asilo, astenendoci dal riformare in profondità” questo sistema che “non consente un trattamento umano e giusto delle richieste di protezione” che arrivano “da uomini e donne minacciati da guerre e persecuzioni”.

Un uomo voleva uccidere Macron

In mattinata si è appreso che un uomo voleva uccidere il presidente francese il 14 luglio, durante la parata per la festa nazionale. Non solo: si presentava come un “nazionalista”, con dichiarazioni contro i neri, gli arabi, gli ebrei e gli omosessuali. L’uomo, 23 anni, di Argenteuil, nella Val d’Oise, alla periferia di Parigi, è stato fermato sabato con l’accusa di “azione terroristica individuale”. Ad allertare le autorità è stata una segnalazione su internet. Durante una conversazione su un sito di videogiochi, l’uomo ha scritto che cercava di procurarsi un fucile kalashnikov per commettere un attentato, secondo quanto riferisce l’emittente francese RMC. Le dichiarazioni sono state segnalate alla piattaforma internet ad hoc, messa a punto dal governo francese (internet-signalement.gouv.fr.). Quando la polizia è arrivata a casa dell’uomo per interrogarlo, mercoledì scorso, ha trovato nella sua auto tre coltelli da cucina e dal suo computer è risultato che erano state fatte ricerche su internet riguardanti potenziali bersagli. Tutto ciò ha portato la polizia ad affidare il caso alla direzione antiterrorismo della polizia giudiziaria. Il 23enne, descritto come “gravitante intorno agli ambienti di estrema destra” e “psicologicamente instabile”, era stato già condannato l’anno scorso a tre anni di carcere, ridotti a 18 mesi con la condizionale in libertà vigilata per incitamento all’odio razziale e apologia di terrorismo.