Londra, altri esami per Charlie, che da oggi è anche cittadino americano

Gli occhi del mondo sono puntati sul piccolo Charlie gard e sulla sua famiglia, al centro di una battaglia per la vita combattuti a colpi di codice, giuridico e morale. Una guerra che da settimane ormai tiene il mondo con il fiato sospeso e il piccolo in un limbo di incertezza sul suo futuro e sulla patologia che lo affligge. Intanto, in questa terra di nessuno in cui Charlie ha rischiato che gli venisse precipitosamente staccata la spina si fanno avanti gli Stati Uniti, che hanno appena approvato un emendamento che garantisce lo stato di residenza permanente a Charlie Gard e alla sua famiglia, in modo che possa ottenere il trattamento medico di cui ha bisogno. Ad annunciato su Twitter ha provveduto nelle scorse ore Jeff Fortenberry, politico statunitense repubblicano.

Cittadinanza americana per il piccolo Charlie

La notizia, rilanciata dai media britannici, irrompe nella già complessa vicenda giudiziaria del piccolo affetto da una grave malattia rara, al centro di una battaglia legale che vede contrapposti i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra, convinti che l’unica via sia l’interruzione dei supporti vitali, e i genitori che invece vorrebbero venisse data al neonato una chance di vivere con il trattamento sperimentale su cui lavora l’esperto statunitense Michio Hirano. Una situazione complessa, quella che sta vivendo la famiglia britannica che, almeno in parte,  rispecchia quanto accaduto nel caso di Ashya King, un bimbo britannico malato di tumore che i genitori portarono via dall’ospedale dove era in cura con l’obiettivo di farlo trattare con una terapia specifica all’estero, eche si sono ritrovati destinatari di un mandato di arresto europeo. È in questo contesto, allora, che entra in campo la cittadinanza americana, avendo ottenuto la quale Charlie potrebbe ovviare alla necessità di dover ottenere un permesso dall’ospedale per potersi recare altrove a curarsi. Il tutto mentre la decisione definitiva dell’Alta Corte Gb sul caso, attesa per martedì 25 luglio, si avvicina sempre di più.

È attesa per il 25 luglio la decisione dell’Alta Corte

Intanto, la decisione definitiva dell’Alta Corte della Gb sul caso, attesa per martedì 25 luglio, si avvicina sempre di più e i riflettori, oggi, sono puntati sugli esami previsti in queste ore per verificare la funzionalità dei muscoli del piccolo Charlie Gard. Dei nuovi esami aveva parlato la mamma del piccolo, Connie Yates. Da fonti dell’ospedale Babino Gesù di Roma si apprende ora che i risultati sono fondamentali per capire se il bimbo, affetto da una rarissima malattia mitocondriale, potrà essere trattato con il protocollo sperimentale proposto dal gruppo di Michio Hirano, di cui fa parta anche lo specialista dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, Enrico Silvio Bertini. Il livello di funzionalità muscolare è una discriminante per capire, dunque, se ha senso applicare il protocollo sperimentale a base di desossinucleotidi. A quanto si apprende, il timore del gruppo internazionale che ha proposto la terapia è che si sia arrivati troppo tardi. Insomma, di fronte a danni muscolari irreversibili, anche gli esperti del gruppo di Hirano sarebbero costretti a un passo indietro. Quanto invece al danno encefalico, il gruppo non avrebbe rilevato un problema tale da ostacolare un eventuale trattamento.