L’Italia degli asini: ecco gli strafalcioni più esilaranti dell’esame di maturità

Gli asini (in senso scolastico) sono l’unica popolazione italiana in crescita. E ce ne rendiamo conto, ogni anno, con gli esami di maturità. A ogni esame abbondano gli strafalcioni. «A catturarli – si legge su Skuola.net – i propri compagni di classe, quelli che hanno avuto il privilegio di ascoltare dal vivo quegli strafalcioni da mani nei capelli. Proprio loro li hanno riportati al sito Skuola.net che, sul finire della maturità 2017, ha voluto collezionare gli errori più clamorosi – ma anche quelli più creativi e fantasiosi – commessi dai maturandi durante tutte le prove d’esame».

Nella galleria degli e(o)rrori si va da un grande classico di ogni maturità, «Gabriele d’Annunzio è un estetista», a I Promessi Sposi rivisitati da un maturando per il quale il grande romanzo di Alessandro Manzoni «si conclude con la morte di uno tra Renzo e Lucia (chi, non è dato saperlo). Non è che si è confuso con Romeo e Giulietta?». 

Ancora, si legge su Skuola.net, «alla domanda “di cosa parla la Germania di Tacito?” un ragazzo ha risposto: “di Hitler” , mentre un altro «ha svelato che già durante la Seconda guerra mondiale c’erano le navicelle spaziali». 

Per qualcuno poi «a Hiroshima nel 1945 ci fu un grande terremoto che provocò il crollo di un’importante centrale nucleare, con conseguenti rischi per le persone e l’ambiente». Ma la lista degli strafalcioni  è ancora lunga. Si scopre, infatti, «che la Francia è stata invasa dalla Germania nel 1940, nonostante le due nazioni fossero alleate. Che sotto il governo Giolitti c’è stata la conquista dell’Etiopia (e non della Libia). Che tra i protagonisti della Seconda guerra mondiale c’è stato anche Napoleone” e che «il Rinascimento è esploso con cinque secoli di ritardo (non nel XV secolo ma nel dopoguerra)».

E non manca chi ha attribuito L’urlo di Munch a Van Gogh mentre un altro candidato avrebbe rivelato che “i muscoli sotto sforzo producono latte”. Dulcis in fundo la geografia: «Se non avesse fatto l’esame, un ragazzo sarebbe ancor convinto che la capitale dell’Inghilterra sia Berlino».