L’Isis scacciato dall’Iraq organizza la sua ultima resistenza in Siria

Le forze irachene impegnate nell’offensiva contro l’Isis a Mosul hanno dinanzi a sé “un nemico quasi completamente moribondo”. È quanto ha detto il generale canadese Dave Anderson, che supervisione la formazione delle truppe locali nell’ambito della missione della coalizione a guida Usa, in un briefing con i giornalisti da Baghdad. Alla domanda su quanti siano ancora i militanti dello Stato Islamico nella città del nord dell’Iraq, il generale ha detto di non aver un numero preciso, ma ha assicurato di “non avere dubbi” sul fatto che la prossima settimana non ce ne saranno più. Invece le Forze democratiche siriane sostenute dagli Usa stanno combattendo nella città vecchia di Raqqa, nel nord della Siria, dove i miliziani del sedicente Stato Islamico (Is) stanno attuando una controffensiva con cecchini e autobomba. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le Forze democratiche siriane sono entrate nella zona vecchia di Raqqa all’inizio della settimana dopo che i raid aerei della coalizione internazionale guidata dagli Usa. Usando l’acronimo arabo dell’Isis, l’Osservatorio ha fatto sapere che “Daesh usa autobomba, colpi di mortaio e cecchini per la controffensiva all’interno della Città Vecchia”. L’Osservatorio stima che il 30% di Raqqa sia stato catturato dalle forze filo statunitensi dopo la loro entrata in città il 6 giugno.