«L’Isis ci farà pagare la liberazione di Mosul»: l’Occidente ancora più a rischio

Dopo la liberazione di Mosul, non bisogna aspettarsi una diminuzione della minaccia terroristica. E, anzi, l’Occidente deve essere consapevole della possibilità di nuovi attacchi da parte dell’Isis. L’allerta arriva da esperti siriani, intervistati dall’agenzia cinese Xinhua.

L’Isis vorrà mandare un nuovo messaggio di sangue

Secondo gli esperti, l’Isis e i suoi adepti potrebbero colpire nuovamente l’Occidente per rappresaglia e «per mandare il messaggio che non possono essere sconfitti». A esserne convinto è l’analista Ahmad Ashqar, per il quale lo Stato islamico, «contro il quale combattono tutte le principali potenze, non si trova nelle migliori condizioni, in particolare adesso che viene colpito nelle sue roccaforti, Raqqa in Siria e Mosul in Iraq». «È per questo – ha commentato l’esperto – che c’è stata una escalation degli attacchi in Europa» negli ultimi mesi. Escalation che rappresenta «il tentativo disperato di dire al mondo che esiste ancora e che è capace di colpire a cuore dei Paesi sicuri».

«Per riprendere il controllo ci vuole ancora tempo»

La strategia dell’Isis, secondo Ashqar, potrà continuare a essere portata avanti a maggior ragione se il Califfato verrà spazzato via da Siria e Iraq: «Potremmo continuare ad assistere ad attacchi suicidi dopo la sconfitta dello Stato islamico, le nostre comunità e anche l’Occidente devono aspettare ancora un tempo relativamente lungo prima che la situazione sia pienamente sotto controllo e l’Isis diventi storia».