Legge elettorale, ritorna a settembre. Ma potrebbe passare al Senato

Passata in secondo piano nell’agenda e nel dibattito politico, la legge elettorale torna a far parlare di sé per una possibile ripresa del confronto e dell’iter parlamentare a settembre. È stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, a rilanciare l’argomento, nel corso della cerimonia del Ventaglio. Ma una riunione dei partiti del centrodestra, che si è tenuta alla Camera, conferma che il sistema di voto è inserito fra gli argomenti da affrontare al ritorno dalle vacanze. 

Da Grasso un messaggio “cifrato”?

«Auspico che da settembre riprenda, alla Camera o in Senato, il dialogo tra i gruppi per dare al Paese una legge chiara e funzionale», ha detto Grasso. Ma oltre che un auspicio, le parole del presidente del Senato di fatto contengono un’indicazione di quello che potrebbe essere il percorso per arrivare a un nuovo sistema di voto. E, in particolare, fanno immaginare uno spostamento a palazzo Madama del testo, attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali di Montecitorio.

Al Senato niente voti segreti

Il passaggio da un ramo del Parlamento all’altro dovrebbe avvenire attraverso una specifica richiesta, che nei prossimi giorni potrebbe essere presentata allo stesso Grasso dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Salvatore Torrisi. A quel punto il passo successivo dovrebbe essere un accordo tra i presidenti delle due Camere per spostare l’iter. È già avvenuto con l’Italicum, quando il testo all’esame del Senato, con l’accordo di Boldrini e Grasso, fu trasferito alla Camera. Stavolta il percorso sarebbe inverso. Se ci fosse l’accordo di metodo e di merito tra le forze politiche, si tratterebbe di una decisione in grado di accelerare il percorso verso una riforma. A Palazzo Madama il Regolamento non prevede voti segreti, tranne che sulle minoranze linguistiche, e si potrebbe arrivare a un’approvazione in prima lettura entro il 15 ottobre, quando inizierà la sessione di bilancio, passando quindi il testimone alla Camera, che avrebbe tutto il tempo di soffermarsi sul testo fino all’arrivo della manovra.

Il centrodestra a confronto sulla legge elettorale

Sul tema, intanto, il centrodestra riallaccia i fili del dialogo. Alla Camera si è tenuta una riunione sull’argomento, alla quale hanno partecipato esponenti di tutti i partiti: Renato Brunetta e Roberto Occhiuto per Forza Italia, Massimiliano Fedriga e Giancarlo Giorgetti per la Lega Nord, Fabio Rampelli e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia, Cosimo Latronico e Antonio Distaso per Direzione Italia. Durante la riunione è stato fatto il punto sullo stato dell’arte e sono state analizzate le proposte in campo, le varie sensibilità all’interno del centrodestra, le tempistiche dei lavori parlamentari, i punti dai quali ripartire alla ripresa dei lavori. È stata avviata, insomma, una riflessione comune, che proseguirà in una prossima riunione già fissata per il 26 luglio.