Le sanzioni Usa contro la Russia affossano l’Europa. Colpita anche l’Eni

Non solo Shell e British Petroleum, anche la Eni è tra i colossi dell’energia che rischia di avere pesanti ripercussioni a causa delle nuove sanzioni predisposte dagli Stati Uniti contro la Russia e in votazione alla Camera dei Rappresentanti, dove è previsto che passino agevolmente. 

Nel mirino Eni e altri colossi dell’energia

Le nuove norme, decise come risposta alle azioni di Mosca nell’est dell’Ucraina e alle interferenze russe nella campagna presidenziale del 2016, mirano a colpire qualsiasi azienda coinvolta nello sviluppo, nell’espansione o nella manutenzione di progetti e infrastrutture russe nel mondo. Secondo la lista visionata dall’agenzia Dpa, le misure potrebbero colpire i progetti tra Russia e Turchia e anche i gasdotti che collegano la Russia all’Europa, come il Nord Stream 1 e la sua estensione Nord Stream 2.

A rischio l’indipendenza energetica europea

Altre aziende che potrebbero finire nelle maglie della legge Usa sono le tedesche Wintershall e Uniper, la francese Engie, l’olandese Gasunie e l’austriaca Omv. Lunedì l’Unione europea ha protestato, sostenendo che le nuove sanzioni Usa contro la Russia potrebbero avere un impatto negativo sugli interessi energetici europei e sull’indipendenza energetica dell’intera Ue. La questione, ha riferito un portavoce Ue, viene seguita con grande attenzione e posta all’attenzione di Washington attraverso «tutti i canali diplomatici».