L’allarme di Boeri: 4,5 milioni di poveri e non offriamo nulla ai nostri giovani

La povertà in Italia colpisce 4,5 milioni di persone. Dopo anni di ”forte crescita” sembra essersi ”stabilizzata a livelli comunque molto alti” be, nelle fasce più giovani, ”continua inesorabilmente ad aumentare”. Lo rileva il presidente dell’Inps,Tito Boeri, in audizione nelle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali, alla Camera. ”Il profilo generazionale della povertà diventa così sempre più marcato”, osserva Boeri. Gli indicatori sono ”significativamente e persistentemente più alti per chi ha meno di 35 anni, e sono stati costantemente in crescita negli ultimi 10 anni”. Succede il contrario, invece, per chi ha più di 65 anni, la quota di persone in condizioni di povertà, nello stesso periodo, è diminuita. I dati Inps rivelano inoltre che il 50% delle famiglie dove la persona dichiarante ha meno di 39 anni ha redditi Isee inferiori a 6.000 euro, mentre nelle famiglie con un dichiarante over 60 si scende al 33%. ”Il nostro sistema di protezione sociale – sottolinea Boeri – ha contenuto il rischio di povertà per gli over 65 anche nelle fasi più acute della crisi”; mentre non è riuscito a offrire le stesse garanzie per i giovani. La spesa sociale, infatti, ”è sempre più squilibrata a sfavore delle giovani generazioni”: solo il 4% va a chi meno 40 anni, anche se considerando la sola spesa non pensionistica. Anche la quantità di risorse destinate alle 2 fasce è significativamente diversa: per le persone che hanno più di 65 anni è di 1.200 euro, mentre per chi ha meno di 39 anni non raggiunge i 500 euro. La soluzione? Secondo Boeri ”non c’è bisogno di adottare misure circoscritte ai più giovani, per rimediare a questi squilibri e riequilibrare la spesa sociale tra le generazioni. Basterebbe introdurre delle misure che selezionino i beneficiari ”esclusivamente in base alle condizioni di reddito e patrimoniali”.