La “nuova frontiera” dei clandestini: ora arrivano in sedia a rotelle

La Sardegna, e in particolare il Sulcis, sono tra le mete preferite dei clandestini provenienti dall’Algeria.  Ne informa costantemente il sito di informazione sardo Ad Maiora Media. Che nelle ultime ore ha reso noto un altro sorprendente fatto, mai verificatosi in precedenza: pur essendo abituati agli sbarchi diretti dall’Algeria nelle coste del Sulcis di giovani, meno giovani, alti, bassi, con soldi, smartphone, sigarette e le foto dei cari lasciati in Africa, negli ultimi giorni si è verificato un fatto nuovo che potrebbe essere l’inizio di una nuova forma di clandestinità. È arrivato un algerino sulla sedia a rotelle, con catetere inserito nelle vie urinarie e documentazione sanitaria al seguito. Le autorità, ci informa Ad Maiora Media, ne hanno immediatamente disposto il trasferimento in ospedale dov’è tuttora ricoverato. Il sito sardo avverte: “Se dovesse passare questo messaggio è finita: venite pure malati in Italia, vi curiamo con le più moderne attrezzature, vi rimettiamo in sesto e poi decidete se tornare al vostro paese oppure cercare fortuna qui, tanto espulsione o non, non esiste il rischio di finire in galera se clandestino. Ecco la nuova frontiera del tour operator che opera ad Annaba, al confine tra Algeria e Tunisia: organizzazione di viaggi della salute con nuove tipologie di servizi, ovviamente tutto compreso. Benvenuti in Sardegna”. Il business è talmente vasto e redditizio, rende noto ancora Ad Maiora Media, che negli ultimi tempi in Algeria è nato un efficientissimo tour operator,  che organizza sulla rotta Algeria-Sulcis (circa 250 chilometri attraversati da almeno un decennio: il primo sbarco è del 2006) viaggi a basso costo, sopratutto rispetto a quelli che partono dalle coste libiche, e con maggiore sicurezza di risultato. La sede, come si è detto, sarebbe in una spiaggia ad Annaba, città costiera nel nord-est dell’Algeria, non troppo distante dal confine con la Tunisia, tanto che alcune partenze si trasferiscono nel paese confinante. Ormai alla Prefettura di Cagliari sono specializzati nel dare numeri: ad oggi gli sbarchi diretti sarebbero 499. In appena tre settimane, il tour operator ha staccato almeno 204 biglietti, quasi il doppio di quelli che sono comparsi nelle notizie pubblicate dai giornali, con inevitabile allarme nell’opinione pubblica. Il costo del viaggio di sola andata varierebbe dai 400 ai 700 euro. Ad Maiora Media ci racconta come funziona: “Neanche per gli algerini la Sardegna sarebbe la meta finale, perciò alcuni di loro si devono industriar eper recuperar ei soldi (ma anche un indispensabile cellulare, che non viene fornito in quanto non fanno richiesta di asilo, consapevoli di non avene diritto) che gli servono per abbandonare l’Isola, prima che scatti il provvedimento di espulsione, solitamente arriva nell’arco di 72 ore. Ecco spiegati anche gli scippi e i furti registrati a poche ore dall’arrivo nelle strutture di accoglienza. Gli agenti di viaggio algerini hanno intensificato le partenze perché perfettamente informati che in Sardegna non esiste un Centro di identificazione ed espulsione (Cie), perciò crescono le possibilità di essere ben mantenuti fino al giorno in cui i clandestini decideranno di attraversare il mare, motu proprio o in seguito all’espulsione, verso la meta prescelta”.