La Francia pronta a entrare in Libia: «Gli hot spot li facciamo noi»

La Francia è pronta ad aprire, già quest’estate, degli hot spot in Libia. A rivelarlo è stato il presidente Emmanuel Macron, a margine di una visita a un centro di accoglienza per rifugiati a Orleans. «L’idea è quella di creare hotspot in Libia per evitare alle persone di assumere dei rischi folli quando non hanno alcun titolo per ottenere l’asilo», ha detto il presidente francese, aggiungendo che «andremo a cercare le persone». «Conto di farlo a partire da quest’estate», ha aggiunto Macron, precisando che è sua intenzione procedere con o senza l’Europa.

Meloni: «Chiediamo da anni hot spot e blocco navale»

Dunque, l’interventismo francese in Libia non accenna a rallentare, dopo l’incidente diplomatico registrato con il vertice tra Serraj e Haftar organizzato da Macron e dal quale l’Italia è stata esclusa. Non solo, anche l’idea di organizzare centri per la valutazione dei richiedenti asilo direttamente in Libia è un altro “scippo” al nostro Paese e alla nostra possibilità di gestire un fenomeno che finora siamo stati capaci solo di subire. «Dopo il vertice di Parigi sulla Libia, qualcosa comincia a muoversi anche per fermare l’invasione di clandestini. Il premier di Tripoli Serraj ha chiesto l’aiuto dell’Italia per fermare gli scafisti e Gentiloni ha annunciato un piano d’intervento della nostra Marina militare in acque libiche. In altre parole si sta per mettere in campo il famoso blocco navale che Fratelli d’Italia chiede da anni», ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Peccato – ha però aggiunto Meloni – che quando lo proponevamo noi era “inumano e inattuabile” e ora che lo ha deciso Macron sia diventato un piano serio “per combattere scafisti e i trafficanti di uomini”». «Speriamo solo che i nostri inutili governanti – ha quindi auspicato la leader di FdI – non perdano altri anni per fare questo benedetto blocco navale».

Calderoli: «La Francia vuole il petrolio della Libia»

È stato poi Roberto Calderoli a sottolineare che queste richieste non sono mai state ascoltate «da Renzi e Gentiloni, o dal loro ministro Alfano». «Adesso finalmente ci arriva Macron, che da solo sta risolvendo l’emergenza libica e forse sta trovando una soluzione per chiudere la rotta mediterranea. Meno male che non tutti sono in perenne letargo come Renzi, Alfano e Gentiloni», ha commentato ancora l’esponente leghista, sottolineando però che tutto questo non è senza secondi fini. «La Francia punta a prendersi il petrolio libico, sta nazionalizzando i suoi cantieri navali e invece l’Italia – ha concluso Calderoli – si deve tenere 600mila immigrati dopo aver fatto il lavoro sporco…».