La Corte d’Assise di Milano: “La nuova strategia della tensione dell’Isis”

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato le condanne a sei anni di carcere per terrorismo internazionale per il tunisino Lassaad Briki e per il pakistano Muhammad Waqas, arrestati nel luglio 2015 e che, intercettati, parlavano di attentati da compiere in Italia e in particolare alla base Nato di Ghedi, nel bresciano. Secondo la corte “l’Isis segue una strategia della tensione diretta a sconvolgere le regole del vivere quotidiano e restringere quindi spazi di libertà individuale e aggregazione, imponendo i Paesi sotto minaccia in un massiccio e logorante impegno nelle investigazioni e predisposizione di forze dell’ ordine”, “istigando singoli individui” ad azioni terroristiche “prive di programmazione” e che quindi “difficilmente” possono essere “previste e sventate”. La Corte d’Assise d’appello lo indica nei motivi della sentenza che a maggio ha confermato le condanne a 6 anni per i due jihadisti. I due terroristi avevano foto del Duomo di Milano e del Colosseo. La Corte presieduta da Sergio Silocchi parla dei “recenti attacchi” in Europa e rileva che si possono perseguire anche attività solo preparatorie. I due jihadisti legati all’Isis sarebbero anche gli autori di selfie di propaganda e minacce emersi sul web due anni fa. Durante il processo di primo grado la Procura di Milano aveva sostenuto che Waqas in particolare avrebbe anche fatto proselitismo con un giovane ora irreperibile e forse partito per le zone di guerra dell’Isis ed era “ossessionato” dal voler colpire “dei carabinieri”. Mentre Briki, secondo gli inquirenti, faceva ricerche su come “si abbattono gli aerei”. “Sono due persone pericolose e fanatiche, non c’è dubbio alcuno e nessun dubbio c’è anche sulla loro partecipazione all’Isis con cui avevano una relazione diretta”, disse l’accusa nella requisitoria. Si legge ancora nell’atto che “i portavoce dell’Isis hanno infatti più volte sottolineato che chiunque può perseguire lo scopo dell’organizzazione effettuando attentati del tutto autonomamente”. Come peraltro hanno dimostrato molti degli attentati avvenuti a Nizza, Berlino, Londra o Manchester.