Ius soli, Renzi mastica amaro: Gentiloni stoppa il suo pressing e rinvia all’autunno

Dopo essere stato tirato per la giacca per settimane da Matteo Renzi, finalmente il premier Gentiloni mette una pietra sopra lo Ius soli, a cui il segretario dem continua a dire di tenere tanto, ma di cui vuole però accollare il flop parlamentare – dovuto anche alla presa di coscienza dell’avversità degli elettori alla proposta di legge – all’esecutivo in carica. E così, «Non si può approvare prima dell’estate», esordisce Gentiloni che poi assicura l’impegno della maggioranza a farlo in autunno. Il Pd, deluso, commenta: «Lo ius soli resta il nostro obiettivo». Giusto il loro, però: regalare la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia non è decisamente un priorità del Paese, anzi…

Ius soli, Gentiloni stoppa il pressing di Renzi

Un Paese che in questo momento è all’aice dell’invasione dei migranti che i sindaci dei piccoli centri, come i governatori delle Regioni, non riescono più a gestire in nome di un’accoglienza coatta imposta a dispetto di condizioni di ospitalità ormai inesistenti e dunque impossibili: manca il posto, mancano le strutture, manca la pazienza per continuare a subire nell’assoluto dispregio e nella ostentata indifferenza della Ue, forte dello scellerato patto siglato dall’allora premier Renzi a danno degli italiani tutti. Un decisionismo fallimentare, quello renziano, che stavolta, però, non ha avuto la meglio sull’imposizione dello Ius soli – anche in questo caso voluta in spregio dell’almeno il 53,1% degli italiani, stando all’ultimo sondaggio realizzato in materia – per il quale il segretario Pd ha lavorato ai fianchi il premier, costringendolo a un braccio di ferro che oggi si scontra con la parola fine, e mirato a imporre la fiducia in un Consiglio dei ministri profondamente dilaniato.

Il ddl rinviato all’autunno dopo i vaccini, le banche e il Sud

Tanto che lo stesso Gentiloni, consapevole di quanto sarebbe costato al suo esecutivo un colpo di mano, ha deciso di stoppare il pressing di Renzi, rimandando il passaggio in Aula a dopo l’esame del decreto vaccini (previsto a Palazzo Madama giovedì prossimo); a dopo aver dato la precedenza parlamentare ai decreti sulle banche venete e sul Sud; a dopo l’ultimo rinvio: ossia a dopo al pausa estiva, in autunno. «Ora non ci sono le condizioni per approvare il ddl – ha detto il presidente del Consiglio a suocera perché nuora intenda – l’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane». Poi, tanto per addolcire la pillola che il suo predecessore a Palazzo Chigi è costretto a mandar giù, Gentiloni ha aggiunto e chiosato: «Si tratta comunque di una legge giusta» e, in quanto tale a sua detta, ha garantito «l’impegno personale e del governo per approvarla in autunno». Uno a zero e palla al centro: e per il momento, e solo per il momento, il centrodestra approva.