Israele, violentissimi scontri sulla Spianata delle Moschee: decine i feriti

Come era da prevedersi, sono decine i palestinesi rimasti feriti in scontri con la polizia israeliana a Gerusalemme Est. Secondo la Mezzaluna Rossa, come riporta la tv satellitare al-Jazeera, almeno 56 persone sono rimaste ferite poco dopo il ritorno dei fedeli nella Moschea di Al-Aqsa a seguito della rimozione da parte di Israele di tutte le ultime misure di sicurezza per l’accesso alla Spianata delle Moschee. Ieri le autorità palestinesi avevano incitato ad accorrere in massa oggi alla moschea. La notizia degli scontri arriva dopo i festeggiamenti dei palestinesi per la “vittoria” e le notizie di migliaia di persone arrivate nella zona del sito al culmine di giorni di proteste e violenze legate alla decisione di Israele di rafforzare il dispositivo di sicurezza sulla Spianata delle Moschee a seguito dell’attacco del 14 luglio costato la vita a due poliziotti israeliani. Secondo la ricostruzione del portale israeliano Ynet, poco dopo il ritorno dei musulmani sulla Spianata delle Moschee, si sono registrati scontri tra le forze di sicurezza israeliane e i fedeli. Le forze di sicurezza, si legge, hanno usato bombe assordanti nei pressi della Cupola della Roccia. Al-Jazeera riferisce anche dell’uso di lacrimogeni da parte delle forze israeliane. All’origine delle tensioni ci sarebbe stata l’iniziale decisione di lasciare chiusa una delle porte di Al-Aqsa, quella di Bab Hata. “La Moschea di Al-Aqsa è una linea rossa da non superare”. Lo ha affermato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, come riporta il portale israeliano Ynet. Aboul Gheit ha chiesto garanzie internazionali affinché non registrino nuove “violazioni” da parte di Israele sulla Spianata delle Moschee. Su richiesta della Giordania, i ministri degli Esteri della Lega Araba sono al Cairo per una riunione d’emergenza dell’organizzazione panaraba dedicata alla situazione a Gerusalemme. Per il primo agosto a Istanbul è invece prevista la riunione a livello di ministri degli Esteri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oci).