Iraq, la coalizione anti-Isis attacca Amnesty: “Rapporto irresponsabile”

Donald Trump dedica un nuovo tweet ai temi del terrorismo e della sicurezza. “L’Isis è in fuga e verrà presto spazzato via dalla Siria e dall’Iraq“, scrive il presidente Usa, affermando inoltre che “gli attraversamenti illegali delle frontiere” Usa sono in calo del 75%. Sull’Iraq, si registra una forte polemica tra la coalizione anti-Isis e Amnesty International. È “profondamente irresponsabile” il rapporto diffuso da Amnesty International all’indomani della liberazione di Mosul da parte delle forze governative irachene. Lo ha dichiarato il generale britannico Rupert Jones, vice comandante della coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa, citato dal sito dell’emittente Bt. Secondo il generale, il rapporto è “irrispettoso” anche nei confronti del governo iracheno. Il giorno dopo l’annuncio della vittoria sull’Isis a Mosul da parte del premier iracheno Haider al-Abadi, Amnesty ha denunciato come le forze irachene e quelle della coalizione non abbiano adottato “misure adeguate per proteggere i civili e, al contrario, li hanno sottoposti a terribili attacchi con armi che non dovrebbero mai essere usate in aree densamente popolate”. Il rapporto, intitolato A tutti i costi: la catastrofe di civili a Mosul ovest, si riferisce al periodo tra gennaio e metà maggio scorsi ed è basato su 151 interviste ad abitanti di Mosul ovest, esperti e analisti. Descrive 45 attacchi in cui sono morti almeno 426 civili e ne sono stati feriti più di 100 e fornisce una dettagliata analisi su 9 di questi, condotti dalle forze irachene e dalla coalizione a guida Usa. “La dimensione e la gravità delle perdite di civili durante le operazioni militari per riconquistare Mosul devono essere immediatamente e pubblicamente riconosciute dalle massime autorità di governo dell’Iraq e dei Paesi che fanno parte della coalizione a guida Usa”, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio Oriente.