Incendi, ancora fiamme ovunque: la conta dei danni. Il punto della situazione (VIDEO)

La Sardegna continua a bruciare, mentre in Campania e in Sicilia, domata l’emergenza dei giorni scorsi, le procure sono al lavoro per acclarare e individuare i responsabili dei roghi dolosi. Gli animalisti, intanto, denunciano con orrore la possibilità degli inneschi alimentati con animali vivi gettati nelle fiamme.

Incendi, Sardegna in fiamme: è emergenza

Un orrore senza fine, quello che accompagna la devastazione dell’Italia in fiamme: sono riprese stamani le bonifiche degli incendi scoppiati nelle ultime ore in Gallura, ad Alà dei sardi, in Baronia a Budoni e San Teodoro, e in Ogliastra, ad Arzana, nell’Oristanese e nel Medio Campidano, mentre inizia la conta dei danni dei due giorni d’inferno che hanno devastato la Sardegna tutta. Ancora da quantificare gli ettari di bosco e macchia andati in fumo, ma, secondo una prima stima per difetto, in 48 ore sarebbero stati bruciati dalle fiamme oltre 3000 ettari di terreno. E non ci sono dubbi sulla natura dolosa degli incendi. Numerose le esche composte da benzina e diavolina ritrovate dagli uomini del Corpo forestale regionale e dagli operai dell’Agenzia Forestas durante le operazioni di bonifica a terra. Il caso più grave ad Arzana, dove si combatte ancora stamani, con le fiamme originatesi dal cantiere forestale dell’Agenzia regionale. Non solo, purtroppo: nel Cagliaritano nelle ultime 24 ore tre incendi contemporanei a Uta, Quartu, Quartucciu e nel parco di Molentargius, hanno costretto alla chiusura del tratto della SS 554 e della SS131, rese impraticabili dalle dense colonne di fumo. Giornata di allerta anche oggi nel Campidano, da Oristano a Cagliari, e nel Sulcis a causa delle alte temperature e del vento di maestrale che, come noto, soffia prepotentemente sull’isola. 

Incendi in Calabria, squadre dei vigili del fuoco da Cosenza e Reggio

Vigili del fuoco in azione nel cosentino, nel reggino e nel vibonese ma la situazione incendi in Calabria sembrerebbe stamattina in leggero miglioramento rispetto ai giorni scorsi. Come si apprende dai vigili del fuoco, le squadre sono impegnate soprattutto su un rogo boschivo divampato a Morano Calabro (Cosenza) e a Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria). Tra gli altri incendi su cui si stanno concentrando i vigili del fuoco quello divampato a Vallelonga (Vibo Valentia).

Incendi in Sicilia, al lavoro anche il corpo dei “Cacciatori”

Da alcuni giorni sui Monti Peloritani che circondano Messina sono operativi i Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia. La presenza delle due squadre, particolarmente specializzate nella ricerca dei latitanti e nei controlli in zone impervie, mira ad intensificare la conoscenza territoriale dell’area peloritana aumentandone le possibilità di controllo. A partire dal maggio del 2016 i Cacciatori d’Aspromonte furono impiegati con importanti risultati nell’area nebroidea. Oggi, invece, saranno impiegati gli uomini dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, costituito nel maggio di quest’anno con base a Sigonella (CT) a sostegno dell’organizzazione territoriale come dispositivo di controllo delle zone impervie e montane dell’isola. In tale ambito, i “Cacciatori” supporteranno lo sforzo che il Comando Provinciale di Messina conduce già da diversi giorni nella ricerca degli autori degli incendi che hanno così duramente colpito la nostra provincia.

Incendi sul Vesuvio, Gabrielli: «La Campania non ha mezzi adeguati»

«Non esiste un problema di mancanza di Canadair. Esiste un problema di pianificazione e di mezzi in capo alle Regioni. E la Campania non ne ha ancora di adeguati». È quanto afferma, in un’intervista a la Repubblica Napoli, il capo della polizia Franco Gabrielli, sull’emergenza incendi boschivi che ha colpito alcune regioni, tra le quali la Campania. «Abbiamo la più ampia flotta pubblica di Canadair al mondo: sono 19», sottolinea Gabrielli che su eventuali ritardi o inadempienze chiarisce: «Non sta a me individuare responsabilità, e la lotta primaria ora è contro i criminali e, in parte molto residuale, i malati che hanno compiuto questi attacchi. Ma per fare chiarezza va detto assolutamente che il tema della lotta agli incendi boschivi è, in via primaria, una responsabilità delle Regioni». E ancora: «In Italia statisticamente le regioni che vanno a fuoco d’estate sono Sardegna, Sicilia, Campania e Calabria. Il dramma è che si tende a dimenticare: i morti della Puglia, le estati terribili del 2007 e 2003 – conclude –. Ora, quella meglio dotata è la Puglia che ha acquistato dei Fire boss. O la Sardegna che, molto meno popolata della Campania, conta 11 elicotteri anti-incendio regionali. Certo, la Sicilia è messa certamente peggio di tutti. Ma se si aspettano i Canadair, anche tecnicamente, si lascia il vantaggio ai roghi».

Incendi, il fronte delle indagini sull’uso di gatti come inneschi

Intanto, sul fronte delle indagini sul possibile quanto inquietante utilizzo di gatti come inneschi per i roghi,  arriva anche l’esposto dell’Aidaa – associazione italiana nata a difesa degli animali e dell’ambiente – presentato alla Procura di Torre Annunziata «in merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi relative all’uso di gatti poi ritrovati bruciati vivi (e fotografati) come possibili inneschi per appiccare gli incendi. Sulla vicenda vi sono diverse versioni». Aidaa, attraverso il presidente Lorenzo Croce, chiede alla procura «indagini approfondite per trovare ed incriminare i responsabili degli incendi del parco del Vesuvio e di andare a fondo per capire se i gatti trovati bruciati siano stati utilizzati precedentemente come inneschi attraverso esami che possano rilevare sul loro corpo presenza di tracce di liquido infiammabile… Vogliamo che si faccia chiarezza su questa vicenda – conclude Lorenzo Croce – ma, sopratutto, vogliamo che i responsabili degli incendi siano inquisiti non solo per i reati ambientali e al patrimonio ma anche per l’uccisione di animali perché, comunque, le fiamme hanno distrutto migliaia di ettari di macchia mediterranea e tanti animali sono bruciati vivi».