Immigrazione, Meloni fulmina Minniti: “Il problema dell’Italia è avere il Pd” (video)


Un discorso ineccepibile sulla questione dell’immigrazione quello pronunciato da Giorgia Meloni in replica al ministro Minniti alla Camera. In tempo reale sul profilo Fb della leader di FdI decine di migliaia di commenti e di consensi. «Non si gioca solo una partita di consenso di breve periodo – ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti nella sua informativa urgente alla Camera – ma la tenuta del tessuto connettivo del nostro Paese, un pezzo di futuro della nostra democrazia». Minniti ha ribadito la scarsità dei fondi da parte dell’Ue per fronteggiare l’emergenza immigrazione in Italia e la necessità ancora una volta di risolvere in Libia la crisi che porta sulle coste italiane decine di sbarchi a settimana. Al ministro ha risposto la segretaria di Fratelli d’Italia con una serie di battute fulminanti e incalzanti, che solo chi è in malfede non può non condividere. L’informative del ministro è debole e fumosa, ecco perché.

Meloni: “Ministro, mi fa rimpiangere Alfano…”

“Purtroppo oggi la ascolto e quasi mi viene da rimpiangere Alfano. Ma le faccio i complimenti perché in pieno stile renziano ha gettato molto fumo negli occhi e dato poche risposte: se si mettesse anche lei a fare delle slide e istituisse un bonus per i clandestini allora potrebbe contendere a Renzi la guida del Pd”. Quel che è mancato nell’intervento di Minniti sono state soprattutto le novità, almeno rispetto a quanto già annunciato dal governo. Dai banchi del governo è stato lanciato anche un appello alla collaborazione rivolto ai partiti di opposizione, la Meloni in grande forma ha risposto: “Fratelli d’Italia accoglie l’appello alla responsabilità e proprio per questo non vi aiuteremo a favorire l’invasione dell’Italia che state progettando. Il problema della nostra Nazione non sono i suoi confini e le sue coste: il problema dell’Italia è avere il Pd. L’unica proposta seria da fare ma sulla quale non date risposte è chiedere alla Ue solidarietà per un blocco navale al largo delle coste libiche con una missione europea, un accordo coi governi libici che costerebbe meno di quello che spendiamo per foraggiare le cooperative amiche del governo, l’apertura in Africa dei centri per stabilire chi è rifugiato e chi no e da lì distribuzione nei 27 paesi della Ue di chi ne ha diritto. Fratelli d’Italia continua a ritenere, per senso di responsabilità, di dovervi mandare a casa per dare a questa nazione un governo che faccia i suoi interessi e non quelli degli africani”.